Giorgjo di Giorgjo
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Filosofie del 1500

Il 500’ è il periodo della rinascita dell’uomo, in un mondo mutato dal punto di vista sociale e culturale. Durante il Rinascimento, la rinascita dell’uomo nel mondo consiste nell’integrarsi con esso e considerarlo proprio dominio. Così, lo studio del mondo naturale non appare come una fuga dell’uomo dalla propria interiorità, ma come uno strumento indispensabile per la realizzazione dei fini umani.
Nello studio della natura si distinguono due aspetti: la magia e la filosofia della natura. In questo periodo è il mago che conosce le formule della natura e può prevedere o provocare, attraverso incantesimi, gli effetti desiderati. La filosofia della natura si distacca invece dalla magia ed interpreta la natura attraverso l’indagine scientifica: il fenomeno è costituito da eventi che si manifestano ai nostri organi di conoscenza.

Telesio

Uno dei più importanti filosofi del Cinquecento è Telesio: egli nasce a Cosenza nel 1509, studia a Padova, e dopo alcuni soggiorni in altre città si ristabilisce a Cosenza fino alla sua morte nel 1588. La sua fama è legata all’opera De Rerum Natura Iuxta Propria Principia, dedicata alla natura delle cose. Riferendosi alla natura delle cose, Telesio si rivolge alla realtà, un rivelarsi, un manifestare sé stessa. Non bisogna pensare alla natura secondo categorie metafisiche, ma secondo principi che le sono propri, senza un condizionamento religioso. E’ inutile secondo il filosofo elaborare sistemi astratti di pensiero, ciò che conta è osservare e descrivere il mondo per come appare. I principi costituitivi della natura sono tre: esiste un’unica materia nella quale operano due forze agenti, il caldo ed il freddo; il sole e la terra sono i corpi in cui hanno luogo il caldo ed il freddo, il freddo condensa le cose mentre il caldo le dilata; e dal conflitto tra queste due forze agenti nasce la vita delle piante, degli animali e degli esseri umani. Contro la fisica di Aristotele Telesio afferma che Dio non può semplicemente essere il motore immobile del cielo, ma è anche garante dell’ordine e dell’autonomia della natura. La morale non è il conseguimento del piacere, ma il fine dell’autoconservazione ed è morale proprio perché è universale. Solo la vita religiosa secondo Telesio non può essere deducibile dalla natura, poiché è l’aspirazione ad un bene non conosciuto dai sensi. Il soggetto di questa vita non può essere l’anima naturale ma deve necessariamente essere un’anima infusa da Dio come “superaddita”. L’anima divina non condiziona la vita morale ed intellettuale dell’uomo, ma la libertà che gli è propria: sull’anima divina si fonda la morale dell’altruismo e la religione.

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