pexolo di pexolo
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Concetto cardine per una spiegazione razionale dei fenomeni naturali in quanto stabilisce una connessione necessaria tra i fatti sperimentati, sia che tale connessione rinvii a una causa fisica o meccanica (secondo gli atomisti), o invece rinvii ad una causa intelligente e finalistica (Platone). La più ampia analisi del concetto di causa la troviamo in Aristotele, che oltre a identificare la scienza con la conoscenza delle cause, ne elenca quattro tipi: causa materiale (ciò di cui una cosa è fatta), causa formale (forma o essenza di una cosa), causa efficiente (l’agente che produce la cosa), causa finale (il fine per cui viene prodotta). La filosofia seguente arricchì il modello aristotelico, che servì pertanto anche di base nella fisica classica, da Newton a Laplace, nella visione determinista e meccanicista della natura. Una critica a questa concezione viene formulata nel 1700 da Hume che considera la causalità una mera ipotesi generata da un’abitudine psicologica-associativa dell’uomo. Kant poi trasforma la causa in una categoria dell’intelletto e via via il problema della causalità perde interesse nella scienza contemporanea con la messa in crisi del modello meccanicistico della natura, sostituito dal modello probabilistico, in cui il nesso causa-effetto non è più conoscibile con criteri di oggettività. L’epistemologia contemporanea ha sostituito il concetto di causa con quello di legge descrittiva, in cui si rileva la costanza e uniformità dei fenomeni.

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