Nacque ad Amsterdam nel 1962 in una famiglia ebraica e visse pulendo cannocchiali e microscopi: così venne a contatto con le sette cristiane. Per lui la sostanza è 'causa sui' (causa di se stessa) ed è tutto l'esistente; inoltre la sostanza è increata (perchè se fosse creata non sarebbe più causa di se stessa), eterna (poiché è illimitata), infinita (non limitata da qualcosa di esterno), ed è unica e indivisibile (poiché Dio non si può dividere) e per questo la natura è Dio e Dio è natura. Per conoscere il mondo egli propone 3 ordini di conoscenza:
1) percezione sensibile o immaginazione: rappresenta le cose in modo confuso;
2) scienza: collega le cose e formula le leggi naturali;
3) amore intellettuale di Dio: l'uomo intuisce la suprema verità del mondo che è infinito e si identifica con Dio.
Il Dio-sostanza è un essere dotato di infiniti attributi e noi conosciamo solo l'estensione e il pensiero, cioè la materia e la coscienza; mentre gli altri attributi non si conoscono perché l'intelletto è finito. L'estensione e il pensiero si manifestano secondo modi concreti e particolari, cioè come corpi che sono le concretizzazioni dell'estensione o come menti e idee che sono concretizzazioni del pensiero. L'universo è così caratterizzato da un ordine geometrico in cui ogni elemento è unito all'altro, quindi è un universo monistico e panteista, in cui la natura e Dio coincidono. Nel "Trattato teologico-politico" Spinoza affronta i miracoli che sono un'interpretazione razionalistica dei testi sacri dell'Ebraismo e del Cristianesimo. La credenza nei miracoli nasce dall'ignoranza del volgo e l'impossibilità dei miracoli è dimostrata dal fatto che nell'universo tutto avviene secondo le leggi della necessità. Inoltre Spinoza analizza l'uomo in modo obiettivo e lo considera un ente naturale che persegue il proprio benessere: quindi l'uomo è desiderio che è essenza dell'uomo. Mentre le passioni sono idee opache che si possono capire solo con la ragione; infatti egli afferma che la commiserazione è cattiva e inutile, così come la stima che rende l'uomo superbo e il disprezzo che umilia l'altro. Quindi per fermare la paura che è una passione che si basa sulla superstizione e sul fanatismo bisogna pensare alla fermezza (bisogna immaginare in che modo si possono evitare i pericoli), mentre la speranza nasce da uno stato d'insoddisfazione del cui avvvento dubitiamo. Gli uomini potranno liberarsi di tali passioni solo quando passeranno dalla conoscenza inadeguata e limitata tipica dell'immaginazione alla compressione razionale delle cause, fino a raggiungere l'intuizione completa dell'ordine necessario del mondo o amor intellectualis in cui non c'è posto per il mistero o la fuga.

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