Ilaaa96 di Ilaaa96
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Spinoza: nacque nel 1632, in Olanda. Va alla scuola ebraica, studia i testi sacri e inizia fin da giovane a tenere delle lezioni che suscitano grandissime polemiche nel 1656 scomunica. Scomunica molto dura e lui si ritira a vita privata. Decide di non pubblicare niente in vita se non il “Trattato teologico-politico” nel 1670. Due grandi opere: 1) Trattato teologico-politico; 2) Etica dimostrata tramite l’ordine geometrico esce postuma nel 1677 perché muore giovane. Vita priva di grandi viaggi. Voleva conciliare una filosofia razionalistica (tipica del 600) con uno slancio mistico, ricerca del misticismo. Tutta la filosofia di Spinoza si traduce con una ricerca di Dio, dove viene definito essenzialmente come sostanza. Dio e la sostanza si identificano. Nel definire la sostanza Spinoza aggiunge “attributi e modi” della sostanza. Nella sostanza dobbiamo individuare degli attributi e dei modi. La sostanza si identifica con Dio, identificandosi con Dio deve avere infiniti modi e infiniti attributi perché Dio è infinito.

Attributo: ciò che è sostanziale alla sostanza stessa. Se io tolgo un attributo a quella sostanza, anniento la sostanza. Modo: ciò che è accidentale. Non va ad inficiare l’esistenza della sostanza. Questo serve a Spinoza per superare il dualismo cartesiano. Gli attributi sono necessari invece i modi sono solo contingenti. Nel momento in cui si nomina la sostanza essa deve esistere. Quanti sono gli attributi e quanti i modi? Ci saranno necessariamente infiniti modi e infiniti attributi. L’uomo non li conosce affatto, ma conosce soltanto quelli di cui anche lui è partecipe. Quali sono? Quelli che l’uomo può conoscere sono due: il pensiero e l’estensione. Questi due coincidono con la res cogitans e la res extensa di Cartesio. Quali sono i modi in cui si esplicano il pensiero e l’estensione? I modi del pensiero sono le idee, i modi dell’estensione sono i singoli corpi. L’unico che avrà una conoscenza perfetta della sostanza è Dio. Per Cartesio c’è un dualismo, ovvero che le sostanze sono separate e non possono interagire tra loro. In Spinoza si parla di monismo, c’è una sola sostanza. Monismo ontologico o metafisico. Pensiero ed estensione fanno parte di una catena che hanno la stessa origine. Queste catene viaggiano parallele. Derivano dalla stessa sostanza. Il compito dell’uomo è di conoscere per quanto più possibile la sostanza, risalendo la catena di casualità della sostanza. Con l’intelletto bisogna risalire questa catena, per Spinoza la principale facoltà. 1° livello: Immaginazione e conoscenza vaga empirica, non dimostrata; 2° livello: esperienza razionale; 3° livello: conoscenza intuitiva conoscenza certa e immediata, mistica.
Dio ovvero la natura:
Natura naturante: la natura intesa come Dio, come la natura che dà la forma a se stessa.
Natura naturata: natura vista come il risultato di questo procedimento.
Spinoza nega il finalismo dicendo che esso nasce dalla sovrapposizione tra ciò che è utile e il fine. Tutto ciò che accade in natura è necessario. Così viene meno il libero arbitrio. Tutta la nostra vita morale si configura con un Conatus, sforzo, inteso in due significati: uno riguarda la mente (la volontà), l’altro inerisce il corpo (l’affetto). Tutte le passioni si concentrano in due passioni originarie: la letizia e la tristezza. Quando la letizia e la tristezza vengono riferite ad agenti esterni si trasformano in amore e odio. L’uomo vuole conservare se stesso ovviamente. Nel 700 ci sarà una rivoluzione di fondo. Le passioni per Cartesio sono negative e le combattiamo con la volontà, per Spinoza le combattiamo con la conoscenza.
Trattato teologico politico (1670):Non si può trattare della teologia senza analizzarne anche le inclinazioni politiche. Troviamo una analisi storica della struttura, condanna dei profeti, condanna delle superstizioni e dei miracoli. Analizzare la religione come fenomeno storico. I miracoli anno contro l’intelletto umano e contro la natura. Chi è la natura? Dio, e allora perché Dio dovrebbe andare contro se stesso? Non possiamo assolutamente avere una visione personalistica di Dio. Lettura storica e filologica dei testi sacri per dimostrare che i miracoli hanno una valenza allegorica. Spinoza condivide con Hobbes l’idea che l’uomo deve uscire dallo stato di natura per garantire la sua incolumità. Ma a differenza di Hobbes non ha una visione così negativa della natura umana e poi a differenza di Hobbes è convinto che il patto sociale sarà un patto reversibile. Il diritto naturale dell’uomo è il diritto di espressione.

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