pexolo di pexolo
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Etica more geometrico demonstrata: Titolo


Il titolo suggerisce l’intento pratico, morale, anche se l’opera risultò celebre come trattato metafisico e qui sta il suo aspetto moderno: il voler parlare di etica come scienza, cioè come un sistema di conoscenze che possegga la stessa solidità delle altre scienze, la stessa dimensione dimostrativa (in quanto l’etica vuol essere una scienza dimostrata). I greci aveva pensato l’etica come parte della filosofia, cioè come discorso razionale fondato sull’éthos (costume, modo di vivere, valori come caratteri di una comunità), non come esaltazione del costume, bensì come espressione di una razionalità; fu Aristotele a dare un’organizzazione a questo fine, distinguendo una filosofia teoretica e una pratica (scienza dialettica e retorica che non possiede gli stessi caratteri di necessità ed universalità della prima, ma è pur sempre dotata di una sua legittimazione razionale, in quanto ha un diverso oggetto, le azioni ed i costumi che sono i frutti delle azioni umane e quindi oggetti mutevoli. Non può perciò pretendere l’universalità perché strutturalmente differente sul piano epistemologico), se la via che percorre la scienza è dimostrativa, quella dell’etica parte dall’azione, dal comportamento, che non sono universalmente necessari, e cerca di condurli a princìpi generali (secondo l’idea che la pràxis mira al bene, alla felicità) che vanno stabiliti (diverse accezioni di “bene”).
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