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Concetti Chiave

  • L'opera si propone di trattare l'etica come una scienza dimostrata, con un approccio pratico e morale simile a quello delle scienze tradizionali.
  • I greci consideravano l'etica parte integrante della filosofia, un discorso razionale fondato sull’éthos e non solo un'esaltazione dei costumi.
  • Aristotele ha organizzato l'etica distinguendo tra filosofia teoretica e pratica, evidenziando la razionalità dell'etica rispetto al costume.
  • L'etica, secondo Aristotele, parte dall'azione e dal comportamento umano, cercando di derivare princìpi generali non universalmente necessari.
  • La finalità dell'etica è orientata verso il bene e la felicità, stabilendo diverse accezioni di "bene" in relazione all'azione umana.

Qual è l'intento dell'opera?

Il titolo suggerisce l’intento pratico, morale, anche se l’opera risultò celebre come trattato metafisico e qui sta il suo aspetto moderno: il voler parlare di etica come scienza, cioè come un sistema di conoscenze che possegga la stessa solidità delle altre scienze, la stessa dimensione dimostrativa (in quanto l’etica vuol essere una scienza dimostrata).

L'etica secondo i greci

I greci aveva pensato l’etica come parte della filosofia, cioè come discorso razionale fondato sull’éthos (costume, modo di vivere, valori come caratteri di una comunità), non come esaltazione del costume, bensì come espressione di una razionalità; fu Aristotele a dare un’organizzazione a questo fine, distinguendo una filosofia teoretica e una pratica (scienza dialettica e retorica che non possiede gli stessi caratteri di necessità ed universalità della prima, ma è pur sempre dotata di una sua legittimazione razionale, in quanto ha un diverso oggetto, le azioni ed i costumi che sono i frutti delle azioni umane e quindi oggetti mutevoli. Non può perciò pretendere l’universalità perché strutturalmente differente sul piano epistemologico), se la via che percorre la scienza è dimostrativa, quella dell’etica parte dall’azione, dal comportamento, che non sono universalmente necessari, e cerca di condurli a princìpi generali (secondo l’idea che la pràxis mira al bene, alla felicità) che vanno stabiliti (diverse accezioni di “bene”).

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'intento principale dell'opera riguardo all'etica?
  2. L'opera mira a presentare l'etica come una scienza, dotata di solidità e dimostrabilità simile ad altre scienze, piuttosto che come un semplice trattato metafisico.

  3. Come i greci concepivano l'etica all'interno della filosofia?
  4. I greci vedevano l'etica come un discorso razionale fondato sull’éthos, non come un'esaltazione del costume, ma come un'espressione di razionalità, con Aristotele che distingue tra filosofia teoretica e pratica.

  5. Qual è la differenza tra l'approccio scientifico e quello etico secondo Aristotele?
  6. Mentre la scienza segue un percorso dimostrativo e universale, l'etica parte dall'azione e dal comportamento umano, cercando di derivare principi generali, senza poter pretendere l'universalità a causa della sua natura mutevole.

Domande e risposte

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