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La sinistra hegeliana


La sinistra hegeliana privilegia il carattere eminentemente processuale della realtà, la necessità storica del cambiamento, del rivoluzionamento di cose, idee e istituzioni.
Hegel aveva considerato sia la religione che la filosofia come manifestazioni supreme dello Spirito assoluto, la prima nella forma della rappresentazione, la seconda nella forma del concetto. Il problema che i suoi discepoli si pongono a livello interpretativo è se nel “concetto” - che è oggetto della filosofia - si abbia o meno un superamento della rappresentazione religiosa. Gli esponenti della sinistra combattono le tesi della destra hegeliana come espressione del conservatorismo politico prussiano. Per essi, Hegel, con la teoria dell’autocoscienza umana, aveva liberato l’uomo dai condizionamenti della religione, che egli aveva ridotto a una pura espressione di esigenze umane.

Strauss,Bauer e Stirner

David F. Strauss riduce il Cristianesimo a mito, in quanto rappresentazione e non concetto; il Cristianesimo è, comunque, espressione di esigenze e di idee storicamente reali ed è effetto della straordinaria impressione suscitata dalla figura di Gesù.
Bruno Bauer sostiene la tesi dell’assoluta immanenza dell’autocoscienza universale nel mondo e il primato della filosofia “critica”, cioè di una concezione che mira a una revisione radicale della cultura e della società tedesca.
Max Stirner è fautore di un individualismo assoluto, che influirà sull’anarchismo
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