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Il principio del neminem lede


Noi siamo naturalmente inclini alla violenza e all’ingiustizia, la compassione scatta soltanto in un secondo tempo, pervenendo alla coscienza solo dopo l’esperienza che si è fatto del dolore degli altri. In altri termini, nessun uomo è giusto in principio, la compassione come espressione di giustizia arriva in un secondo momento, solo quando si fa esperienza di ciò che provocano nell’altro l’ingiustizia e la violenza proprie. Cosa implica il primo passo della compassione mediante la giustizia? Significa opporsi ai dolori che si conoscono e di cui si è direttamente responsabili. Significa una forma di auto-disciplinamento, imporsi un limite e assumere come principio il fermarsi. Secondo il principio del neminem lede, cercare di non essere per nessuno causa di dolore.
L'uomo compassionevole divenuto giusto non utilizza più il dolore altrui come un mezzo per realizzare i propri fini, indipendentemente dal fatto che il dolore provocato sia nell’immediato o nel futuro, diretto o indiretto, fisico o spirituale.
Non è necessario che la compassione intervenga in ogni singolo caso, se si ha già la nozione acquisita del dolore che ogni atto ingiusto reca all’altro. Una volta acquisito per esperienza che il proprio atteggiamento ingiusto determina dolore altrui, si ha questa nozione anche indipendentemente dalla compassione. Ciò è dovuto al fatto che anche il dolore altrui provoca dolore in me, quindi per analogia può innescare la massima della giustizia.
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