Concetti Chiave
- Schopenhauer considera le forme a priori di spazio e tempo come un prisma che scompone la realtà, suggerendo che il mondo percepito è un'illusione governata dalla volontà di vivere.
- Il dolore, la noia e il piacere sono interconnessi nella filosofia schopenhaueriana, dove il desiderio di vivere porta inevitabilmente a sofferenza e la noia è vista come una condizione ancora peggiore.
- Il suicidio non è una vera soluzione secondo Schopenhauer, poiché non libera dalla volontà, ma annienta solo uno dei suoi effetti dolorosi, la vita.
- L'arte è vista come una via di liberazione, in quanto permette all'individuo di distaccarsi dalla volontà e recuperare la verità attraverso l'esperienza estetica, con la musica che rappresenta la forma più alta di espressione artistica.
- La pietà, derivante dalla compassione, è centrale nella morale di Schopenhauer, poiché riconosce l'illusorietà dell'IO e l'unità della volontà di vivere, esprimendosi attraverso giustizia e carità.
Le forme a priori secondo Schopenhauer
Schopenhauer dice che le forme a priori di spazio e tempo sono come la luce bianca che attraversa un prisma e diventa di vari colori. [tempo=cascata scenografica]
Il mondo illusorio e la volontà di vivere
Ciò che è Uno appare molteplice agli individui. Principi di causalità: dà un certo senso, così che non appaia assurdo agli uomini, ma è pur sempre un mondo illusorio.
Schopenhauer parla di un mondo a-logico. Secondo lui è possibile mettere tra parentesi l’essenza, la volontà di vivere ( le cosiddette Vie di liberazione. Ha capovolto l’idea della filosofia occidentale: elementi irrazionali sono fondanti.
Dolore, noia e piacere
Ogni ente contiene tutta la volontà di vivere, perché tutto è desiderio, volere, ma desiderare significa bisogno, dolore. Desiderio di vivere, di conservarsi. Esistono solo dolore e noia e il mondo è una giungla per dare appagamento alla volontà, dove tutti si sbranano. [Il bene non è il piacere(Platone)]. Il piacere è il temporaneo venir meno del dolore, placare il desiderio. Peggiore al dolore è la noia: è come se non fossimo vivi perché l’essenza non è desiderio.
Principio fondante:
• Ottimismo cosmic → panlogismo hegeliano; religione → crudele farsa che dà la metafisica al popolo.
•Religione: perpetua l’inganno del mondo cosmico → ordinato.
Segno + nell’idea di Bene già in Platone. Cambiando di segno, Schopenhauer vuole disilludere il mondo dalle grandi illusioni metafisiche e ordinate. È una fandonia che vi è insito in noi un processo evolutivo che è indirizzato al meglio.
Quali sono il suicidio e le vie di liberazione?
Schopenhauer dice che meglio sarebbe non essere mai nati. Il suicidio però non è soluzione perché non si libera della volontà, ma si annienta uno dei suoi effetti più dolorosi, ovvero la vita. Il suicidio è un estremo atto di volontà, è inutile e non coerente. Se non si può sfuggire all’essenza, teoricamente è impossibile uscire, ma propone vie di liberazione ‘praticate di fatto’ da artisti, mistici e asceti.
Questi particolari uomini è come se facessero un salto indeducibile fuori dall’essere, perché nell’essere si è dominato dalla volontà.
Arte come via di liberazione
1- Arte, ovvero l'esperienza estetica: quando l’uomo produce forma artistica si volta indietro e recupera parte della verità (ciò che il soggetto esprime), passa alle idee. Nel solo caso di un’opera d’arte lo sguardo in maniera disinteressata si posa indipendentemente dalla volontà. Noi percepiamo come bello ciò con cui senza sforzo ci emancipiamo dalla volontà.
La musica in assoluto è la forma più alta perché la più lontana alla forma materiale. Quando davanti a forze naturali il soggetto deve superare la paura della morte, quando riesce ad apprezzare la potenza davanti a sé prova il Sublime che regala una condizione superiore ad individualità.
2- Morale: compassione/pietà. [santo/amore per il prossimo].
Se l’essenza è la volontà, lo è per tutti. Pietà che deriva da compassione, si patisce con gli altri, animali, piante… Avere pietà significa comprendere che l’IO è illusione, perché unico soggetto è volontà di vivere: si è tutti espressione di una stessa cosa. Questo amore che supera l’egoismo è pietà. All’inizio si esprime come giustizia, ovvero non fare male, e poi carità ovvero fare il bene a coloro che sono nella nostra stessa situazione.
3- Ascesi - Estasi(Plotino): negazione volontà che viene mortificata in noi stessi, sgonfiando il proprio io, diventando ‘noluntas’ (non vuole la vita), vita casta, astensione fino a raggiungere il nulla (liberazione dalla volontà).
Domande da interrogazione
- Qual è il concetto di forme a priori secondo Schopenhauer?
- Come si relazionano dolore, noia e piacere nella filosofia di Schopenhauer?
- Qual è la posizione di Schopenhauer riguardo al suicidio?
- In che modo l'arte funge da via di liberazione secondo Schopenhauer?
- Qual è il ruolo della pietà e della compassione nella filosofia di Schopenhauer?
Schopenhauer descrive le forme a priori di spazio e tempo come un prisma che scompone la luce bianca in vari colori, suggerendo che la realtà è percepita in modo molteplice dagli individui, pur essendo un mondo illusorio.
Secondo Schopenhauer, il mondo è dominato da dolore e noia, dove il piacere è solo un momento temporaneo di sollievo dal dolore. La vita è vista come una giungla in cui il desiderio di vivere porta inevitabilmente a sofferenza.
Schopenhauer sostiene che il suicidio non è una vera liberazione dalla volontà, ma piuttosto un atto estremo e inutile che annienta solo uno degli effetti dolorosi della vita, senza liberare l'individuo dalla sua essenza.
L'arte, attraverso l'esperienza estetica, permette all'individuo di distaccarsi dalla volontà, recuperando una parte della verità. La musica, in particolare, è considerata la forma artistica più elevata, poiché consente di superare la paura della morte e di provare il Sublime.
Schopenhauer vede la pietà come un'espressione di compassione che riconosce l'illusorietà dell'IO, unendo tutti gli esseri nella volontà di vivere. Questo amore altruistico si manifesta inizialmente come giustizia e si evolve in carità verso gli altri.