Ominide 646 punti

Schopenhauer

Schopenhauer dice che le forme a priori di spazio e tempo sono come la luce bianca che attraversa un prisma e diventa di vari colori. [tempo=cascata scenografica]
Ciò che è Uno appare molteplice agli individui. Principi di causalità: dà un certo senso, così che non appaia assurdo agli uomini, ma è pur sempre un mondo illusorio.
Schopenhauer parla di un mondo a-logico. Secondo lui è possibile mettere tra parentesi l’essenza, la volontà di vivere ( le cosiddette Vie di liberazione. Ha capovolto l’idea della filosofia occidentale: elementi irrazionali sono fondanti.
Ogni ente contiene tutta la volontà di vivere, perché tutto è desiderio, volere, ma desiderare significa bisogno, dolore. Desiderio di vivere, di conservarsi. Esistono solo dolore e noia e il mondo è una giungla per dare appagamento alla volontà, dove tutti si sbranano. [Il bene non è il piacere(Platone)]. Il piacere è il temporaneo venir meno del dolore, placare il desiderio. Peggiore al dolore è la noia: è come se non fossimo vivi perché l’essenza non è desiderio.

Principio fondante:
• Ottimismo cosmic → panlogismo hegeliano; religione → crudele farsa che dà la metafisica al popolo.
•Religione: perpetua l’inganno del mondo cosmico → ordinato.
Segno + nell’idea di Bene già in Platone. Cambiando di segno, Schopenhauer vuole disilludere il mondo dalle grandi illusioni metafisiche e ordinate. È una fandonia che vi è insito in noi un processo evolutivo che è indirizzato al meglio.
Schopenhauer dice che meglio sarebbe non essere mai nati. Il suicidio però non è soluzione perché non si libera della volontà, ma si annienta uno dei suoi effetti più dolorosi, ovvero la vita. Il suicidio è un estremo atto di volontà, è inutile e non coerente. Se non si può sfuggire all’essenza, teoricamente è impossibile uscire, ma propone vie di liberazione ‘praticate di fatto’ da artisti, mistici e asceti.
Questi particolari uomini è come se facessero un salto indeducibile fuori dall’essere, perché nell’essere si è dominato dalla volontà.
1- Arte, ovvero l'esperienza estetica: quando l’uomo produce forma artistica si volta indietro e recupera parte della verità (ciò che il soggetto esprime), passa alle idee. Nel solo caso di un’opera d’arte lo sguardo in maniera disinteressata si posa indipendentemente dalla volontà. Noi percepiamo come bello ciò con cui senza sforzo ci emancipiamo dalla volontà.
La musica in assoluto è la forma più alta perché la più lontana alla forma materiale. Quando davanti a forze naturali il soggetto deve superare la paura della morte, quando riesce ad apprezzare la potenza davanti a sé prova il Sublime che regala una condizione superiore ad individualità.
2- Morale: compassione/pietà. [santo/amore per il prossimo].
Se l’essenza è la volontà, lo è per tutti. Pietà che deriva da compassione, si patisce con gli altri, animali, piante… Avere pietà significa comprendere che l’IO è illusione, perché unico soggetto è volontà di vivere: si è tutti espressione di una stessa cosa. Questo amore che supera l’egoismo è pietà. All’inizio si esprime come giustizia, ovvero non fare male, e poi carità ovvero fare il bene a coloro che sono nella nostra stessa situazione.
3- Ascesi - Estasi(Plotino): negazione volontà che viene mortificata in noi stessi, sgonfiando il proprio io, diventando ‘noluntas’ (non vuole la vita), vita casta, astensione fino a raggiungere il nulla (liberazione dalla volontà).

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email