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Dimensione umana e socialità


La legge del pendolo. Ogni volontà individuale è sete inestinguibile di autoaffermazione, e anche ove fossimo provvisoriamente dissetati, accade che subentra la noia. Sia la mancanza che la soddisfazione generano due diverse sensazioni di dolore, in cui sempre si oscilla per tutta la vita. Dolore e noia costitutivi essenziali della vita umana.
La noia è forma di dolore, è dolorosa perché siamo costretti ad ingannarla, ad inventarci qualche passatempo. Uno sforzo spesso fallimentare nella necessità di ammazzare il tempo, costretti in una condizione di oziosità e paralisi che diventa estremamente inquietante.
Per Schopenhauer si ha una lettura dialettica della vita, segnalatamente una dialettica permanente tra dolore e noia, vedendo nel primo un bisogno non soddisfatto e nella seconda un bisogno soddisfatto a cui subentra una nuova condizione di diversa sofferenza. Se il dolore è fatto universale in tutti gli esseri, è anche fondamentale in tutte le volizione. Tutto è continua dialettica tra dolore e dolore.
Con particolare ironia, Schopenhauer afferma che la genesi della socialità è dovuta al tentativo di guarire la noia, creando poi noia sopraffina, addirittura sposandosi, cioè accettando la noia strutturale. In fondo, per Schopenhauer, il reciproco umano cercarsi è solo un tentativo di sfuggire la noia, che è radice stessa della socievolezza umana.
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