pexolo di pexolo
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Concezione estetica di Schlegel

Egli si pronunzia nella maniera più entusiastica sulla dottrina di Fichte. E nella chiusa del saggio Sullo studio della poesia greca, dopo aver delineato tre periodi della teoria estetica, quello primitivo, dominato dal principio di autorità, quello dogmatico dell'estetica razionale ed empirica, e quello critico, riconosce nel Fichte colui che può condurre a compimento l'estetica critica. In realtà il concetto della poesia romantica, così come viene espresso da Schlegel, non è altro che il trasferimento nel dominio della poesia, considerata come mondo a sé, del principio fichtiano dell'infinito. La poesia romantica è la poesia infinita, essa è universale e progressiva. «Essa sola è infinita come essa sola è libera, e riconosce come sua legge prima questa: che l'arbitrio del poeta non soffre legge alcuna». La poesia trasfigura l'uomo nell'infinito e nell'eterno; perciò la sua funzione è essenzialmente religiosa. «Artista può esse¬re solo chi ha una sua religione, una intuizione originale dell'infinito»; sicché l'artista è il vero mediatore religioso del genere umano. L'idea dell'infinito accomuna poesia, filosofia e religione in modo tale che nessuna di queste attività può sussistere senza l'altra. Ciò che in Fichte era la libertà del principio infinito è in Schlegel l'arbitrio assoluto del genio poetico. Di fronte a tutte le sue creazioni, il genio poetico mantiene il suo atteggiamento ironico, e si rifiuta di prenderle sul serio: perché sa che esse sono finite, quindi irreali, e che la realtà è lui stesso, il genio, o l'attività infinita che si manifesta nel suo arbitrio.

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