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Concetti Chiave

  • L'uomo primitivo affrontava sfide naturali come l'altezza degli alberi e la ferocia degli animali, sviluppando abilità fisiche e armi naturali per superare gli ostacoli.
  • Con l'aumento della popolazione, l'ingegnosità umana emerse per adattarsi a diverse condizioni ambientali, portando all'invenzione di strumenti per la pesca e la caccia.
  • Rousseau presenta la disuguaglianza come una degenerazione causata dall'aumento dei desideri, che distorce il rapporto tra gli individui, facendoli considerare come strumenti.
  • L'equilibrio tra bisogni naturali e desideri influisce sulle relazioni umane, creando momenti di cooperazione durante i bisogni e competizione in altre circostanze.
  • La capacità di adattamento dell'uomo primitivo ha portato a significativi sviluppi nella sua vita quotidiana, sottolineando l'importanza della sopravvivenza e dell'ingegnosità.

Indice

  1. L'uomo primitivo e la natura
  2. Adattamento e ingegnosità umana
  3. Rousseau e la diseguaglianza?
  4. Curiosità e origine dell'ineguaglianza

L'uomo primitivo e la natura

«L’uomo originario è capace a far fronte a tutta una serie di ostacoli in natura, ma ben presto si presentarono delle difficoltà che bisognò imparare a superare: l’altezza degli alberi, che impedivano agli uomini di raggiungere i frutti, la concorrenza degli animali, che cercavano di nutrirsene, la ferocia di quelli che attentavano alla propria vita. Tutto lo costrinse ad applicarsi ad esercizi fisici: dovette diventare agile e veloce nella corsa, vigoroso nel combattimento, si trovò ben presto a portata di mano quelle armi naturali che sono i rami degli alberi e le pietre, imparò a superare gli ostacoli della natura e a combattere all’occorrenza gli altri animali.

Adattamento e ingegnosità umana

Man mano che il genere umano aumentava, con gli uomini si moltiplicavano le fatiche: la diversità dei terreni, dei climi, delle stagioni, poté costringerli a differenziare i loro modi di vivere. Annate sterili, inverni lunghi e rigidi, estate torride che bruciavano tutto, richiesero da loro una nuova ingegnosità. Sulle rive dei mari e dei fiumi essi inventarono la lenza e l’amo e divennero pescatori, nelle foreste si fabbricarono archi e frecce e diventarono cacciatori e guerrieri, il tuono, il vulcano o qualche caso fortunato fece loro conoscere il fuoco, impararono a conservare questo elemento per poi riprodurlo».

Rousseau e la diseguaglianza?

La posizione di Rousseau è paradossale: fra i tre autori, egli racconta lo stato di natura da un lato nella sua dimensione letteralmente più naturale, ma in un certo senso anche in quella dimensione che cozza con una lettura del progresso. Se le arti e i saperi ci creano problemi, qui egli ci sta descrivendo, secondo una lettura storico-evoluzionistica, la vita dell’uomo primitivo e la maniera in cui progressivamente è migliorato. Però esso avviene tutto a un livello molto naturale, cioè in quel terreno che riguarda la nostra capacità di stare a quanto ci basta per sopravvivere.

Curiosità e origine dell'ineguaglianza

La degenerazione all’ineguaglianza è generata da quelle che Rousseau definisce le «curiosità»: «La cosa più curiosa è che meno i bisogni sono naturali e pressanti, più le passioni aumentano e, peggio ancora, aumenta il potere di soddisfarle. Questa fu la prima causa dell’ineguaglianza tra gli uomini». Quando salta l’equilibrio tra bisogni e desideri noi cominciamo a calcolare il rapporto con i simili: l’origine della diseguaglianza nasce con il considerare i miei simili come strumenti. «L’uomo si trova in condizione di distinguere le rare occasioni in cui l’interesse comune doveva permettergli di contare sull’aiuto dei suoi simili e, quelle ancora più rare, in cui la concorrenza doveva farlo diffidare di loro. Nel primo caso si univa a loro in branchi, o al massimo in qualche forma di libera associazione, che non impegnava nessuno e durava quanto il bisogno passeggero che l’aveva prodotta; nel secondo caso ciascuno cercava di avvantaggiarsi, sia apertamente con la forza, se lo credeva possibile, sia con l’abilità e l’astuzia, se si sentiva il più debole».

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Domande da interrogazione

  1. Quali sfide affrontava l'uomo primitivo nella natura?
  2. L'uomo primitivo doveva superare ostacoli come l'altezza degli alberi, la concorrenza degli animali e la ferocia di questi ultimi, il che lo costrinse a sviluppare abilità fisiche e a utilizzare armi naturali come rami e pietre.

  3. Come ha influito l'ambiente sulla vita degli uomini primitivi?
  4. L'aumento della popolazione e la diversità dei terreni e dei climi hanno costretto gli uomini a differenziare i loro modi di vivere, portandoli a inventare strumenti come la lenza e l'amo per la pesca e archi e frecce per la caccia.

  5. Qual è la posizione di Rousseau riguardo alla diseguaglianza?
  6. Rousseau descrive la vita dell'uomo primitivo come una condizione naturale, evidenziando che il progresso e le arti possono creare problemi, mentre la vita semplice è legata alla capacità di soddisfare solo i bisogni essenziali.

  7. Cosa intende Rousseau con "curiosità" in relazione all'ineguaglianza?
  8. Rousseau sostiene che le "curiosità" portano a un aumento dei desideri e delle passioni, creando disuguaglianza tra gli uomini quando i bisogni naturali non sono più pressanti e si inizia a considerare gli altri come strumenti per soddisfare i propri interessi.

  9. In che modo l'equilibrio tra bisogni e desideri influisce sulle relazioni tra gli uomini?
  10. Quando salta l'equilibrio tra bisogni e desideri, gli uomini iniziano a calcolare il loro rapporto con gli altri, unendo le forze in situazioni di interesse comune, ma diffidando e competendo in altre, portando così alla disuguaglianza.

Domande e risposte

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