ROMANTICISMO
Kant è stato il più grande rappresentante dell’illuminismo. Le sue ultime opere sono di carattere romantico. La ragione ha i limiti? Quali sono i limiti? Nasce il dualismo kantiano. Il fenomeno e il noumeno. Il fenomeno può essere conosciuto empiricamente. Il noumeno rappresenta l’essenza vera delle cose, il significato intimo delle cose e non può essere conosciuto empiricamente (Noumeno = nous, mente e pensiero). Kant afferma che la sua ragione ha dei limiti, perché può conoscere solo la realtà fenomenica. La conoscenza umana si fermerà alla realtà fenomenica. Egli ha escluso l’esistenza del metafisico. Tuttavia l’umanità può conoscere soltanto il fenomeno. La realtà fenomenica viene conosciuta attraverso le categorie. Attraverso i nostri sensi, affermava Kant, noi assorbiamo l’insieme caotico di tutto ciò che ci circonda. La nostra mente, in un secondo momento, inizia ad elaborare tutti i dati e a catalogarli in base a delle categorie. Le prime categorie sono quelle di spazio e tempo.

Kant in ogni caso, pur avendo individuato il limite della ragione, tenta un approccio alla metafisica. Questo lo farà attraverso le prove sull’esistenza di Dio. Per mostrare la certezza dell’esistenza di Dio fa riferimento ai teologi. Per lui Dio non esiste e se esiste non può dimostrarlo. Dio è metafisica. Inizialmente Kant era credente, tuttavia la sua è una posizione agnostica, ma non può realmente provare la sua esistenza. Per Kant l’estetica è lo studio delle opere artistiche. Il suo essere romantico si esplica nella concezione di bellezza e di sublime. Tutto ciò che è sublime manifesta sgomento, tormento, senso di smarrimento di fronte all’indomabilità della natura. Le opere belle sono tutte le ambientazioni che si allontanano dall’equilibrio e che diventano specchio della genialità dell’artista. Alla fine del 1700 inizia a svilupparsi la sensibilità romantica. La ragione non viene più percepita come l’unica chiave d'interpretazione del mondo.
La ragione ci fa conoscere solo la superficie delle cose che si conoscono. La categoria del romanticismo è di difficile interpretazione. Con il termine “romanticismo” si faceva riferimento ai romanzi cavallereschi. Col tempo questo termine acquisiva valenza positiva. In Europa centrale il romanticismo si sviluppa alla fine del 1700. In Italia si svilupperà intorno al 1815. Il romanticismo inizia a decadere intorno al 1850. Viene descritto dai suoi promotori come movimento culturale che mira all’esaltazione del sentimento ai danni della ragione. Esso non caratterizza solo la letteratura, la filosofia, la musica, ma tutti gli ambiti del sapere. Viene considerato come nuovo modo di concepire il mondo. Per gli illuministi conoscere significa ordinare. Per i romantici invece vuol dire intuire attraverso il sentimento. L’illuminista vuole conoscere il mondo con la ragione. Il concetto di assoluto è stato suscettibile a diverse inclinazioni. Per Manzoni l’assoluto coincide con Dio. Per altri coincide con l’arte. Secondo altri ancora l’assoluto serve al raggiungimento dell’assoluto stesso. L’assoluto sarebbe la sperimentazione del tutto. Secondo un filosofo romantico l’assoluto coincide con la natura e la natura coincide con Dio.

Una delle vie di accesso all’assoluto può essere l’arte. Secondo alcuni l’arte per eccellenza è la musica che riesce a fondere elementi di pura razionalità, scansione dei tempi, a momenti di estrema irrazionalità. La musica riesce a creare un'atmosfera. Il romanticismo è stato definito come un'atmosfera, un modo di sentire la vita. Un’altra via d'accesso all’assoluto può essere la ricerca degli stati d’animo che hanno una mancanza di equilibrio (pazzia). Un’altra strada di accesso è quella della religione. La religiosità romantica sarà spontanea, meno istituzionalizzata. A prescindere dalla religione, l’atteggiamento dell’intellettuale romantico, era mistico. Non vuol dire più ordinare, bensì intuire misticamente il mondo circostante.
Nasce l’estetica romantica che ripudia il concetto classicista di arte come imitazione, infatti, l’estetica romantica si configura come estetica della creazione. L’estetica classicista è un’estetica dell’imitazione. L’estetica romantica diventa estetica della creazione dell’artista stesso e l’arte è un mezzo di libertà estrema. Il poeta, il musicista possono dare libero sfogo alla creazione, non hanno limiti. La musica secondo i romantici aveva la capacità di sprofondare nell’ascoltatore delle immagini tali da fargli vivere l’esperienza di infinito, di assoluto. Tornando all’assoluto, la religiosità è più genuina. Si ritorna alla fede più genuina. La religiosità romantica esalta la ragione dialettica, perché l’approccio religioso romantico è la ricerca di accesso all’infinito che deve essere raggiunto attraverso l’intuizione mistica.

La vita era considerata dai romantici come inquietudine, ricerca dell’assoluto. In tutto ciò si inserisce il concetto di sforzo per raggiungere questa dimensione sovrumana. L’uomo nella sua tensione verso l’assoluto si trova irretito dalla sua contingenza stessa e per reagire a questa difficoltà l’intellettuale romantico reagisce attraverso l’ironia. L’ironia è la patria della filosofia. Attraverso ciò si può sopportare lo sforzo per raggiungere l’infinito. Per i romantici l’infinito sarebbe il noumeno kantiano. L’ironia è spesso accompagnata dal titanismo. Il titanismo esprime un atteggiamento di sfida e ribellione da parte dell’intellettuale che lotta contro i limiti. Il titanismo viene definito anche prometeismo, poiché si faceva riferimento al mito di Prometeo. Un altro concetto tipico del romanticismo è l’evasione. Si incontrerà questo aspetto anche in letteratura. La volontà di evasione stava a significare la volontà di ricerca di un'armonia perduta. Dall’esotismo e dalla volontà di ricerca nascerà la figura del viandante romantico.

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