Ci troviamo nel pieno della Rivoluzione Scientifica, l'epoca in cui l'eredità aristotelica, sulla quale era stato costruito l'intero sapere umano sino ad allora apprendibile, viene smantellata da menti e intuizioni eccelse fino alla nascita di un nuovo modo di relazionarsi con la natura, di vedere la natura, di pensare la natura: il metodo.
Infatti, la scintilla che ha generato tale rivoluzione del pensiero è da scorgere in filosofi "precedenti", tra cui Telesio, Bruno e Campanella: questi, invero, avevano posto come fine della loro filosofia la conoscenza della natura intorno a loro, arrivando alla stessa attraverso metodologie o "vie" differenti e, a volte, opposte.
Il punto di partenza della Rivoluzione Scientifica è la rivalutazione della natura, la quale "vive" secondo leggi o relazioni causalmente legate tra di loro, essendo un ordine oggettivo, e come tale è conoscibile soltanto espellendo l'uomo da questo.

La conoscenza della fisica presuppone, dunque, l'osservazione dei fatti e l'esperienza: la scienza, per questa ragione, diviene un sapere sperimentale, che si fonda sul calcolo e sulla misura. In più, deve mantenere una intersoggettività tale da poter essere accessibile a tutti e universalmente valida. Possiamo dunque individuare il fine della scienza nella conoscenza oggettiva del mondo e delle sue leggi (arriveremo, infine, a dilazionare l’obiettivo, con Bacone, alla dominazione tramite la conoscenza: più vi sarà conoscenza, più l'interesse umano avrà desiderio e possibilità di dominare l'ambiente circostante - il regnum hominis - per volgerlo a nostro favore). Ma come le grandi innovazioni di pensiero proprie dell'Umanesimo e del Rinascimento, la Rivoluzione Scientifica non ha una origine casuale: tutto nasce da un sistema di vita più complesso e dinamico e le nuove consapevolezze implicano conoscenze più approfondite e scientifiche: i nuovi bisogni fungono da stimolo per la creazione di un sapere oggettivo (nonostante, come era prevedibile, vi saranno delle "forze ostili" a questa, come la cultura tradizionale e le autorità ecclesiastiche, poiché distruggere il sistema aristotelico vale a dire denudare il fondamento della chiesa medesima; basti pensare alla reazione della società alla vista dell'"Occhiale" olandese, messo a punto da Galilei, il quale, grazie all'ausilio di questo, compirà le grandi scoperte astronomiche contenute nel Sidereus Nuncius: molti guardarono l'oggetto con distacco, per via dell'incurabile pregiudizio contro gli "ordigni meccanici", altri ancora non avvicinarono mai i loro occhi al nuovo mezzo, poiché questo generava illusioni ottiche e distorceva la realtà, ed era considerato un diabolico sostituto degli occhi naturali creati da Dio). Ma l'aspetto più interessante della Rivoluzione è senz'altro la dinamicità tra gli artigiani e gli scienziati, che andavano alla ricerca di collaborazioni produttive: l'incontro tra scienza e tecnica arriverà, con Galilei, a maturare. Infatti, vi saranno tecnici che si fanno scienziati e scienziati che si fanno tecnici. Di fondamentale importanza per la formazione del nuovo sapere scientifico sono anche le idee "extrascientifiche", che stimolano l'intelletto e la scienza stessa: non conta, per l'appunto, come si è arrivati alla teoria, ma la teoria in sé (da esempio la "leggenda" di Newton e la sua mela).
La scienza è dunque il prototipo di un sapere utile, perché capace di migliorare la situazione dell'uomo nel mondo (per il baconiano "sapere è potere"), ma allo stesso tempo universale, nel caso in cui si utilizzi il metodo scientifico anche in altri ambiti (come sarà per Cartesio).

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità