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Razionalismo ed empirismo


Le due tendenze filosofiche di maggiore rilevanza che si sviluppano durante il periodo illuminista sono l'empirismo e il razionalismo. Gli empirici riprendono la filosofia di John locke, autore del saggio sull'intelletto umano. Gli illuministi fanno propria la sua lezione in merito a una ragione non assolutistica o onnipotente ma sempre limitata all'esperienza. Ci sono aspetti della ragione umana inconoscibili in quanto noi sperimentabile quindi ci sono delle realtà precluse. Decondo Bacone, altro empirista, è di fondale importanza per il marinaio conoscere la lunghezza della propria fune. John Locke e la sua filosofia del limite sono le basi della gnoseologia illuminista.
I razionalisti invece analizzano interpretano l'utilizzo della ragione. Il razionalismo si basa sulla convinzione che la conoscenza umana possa essere espletata a partire dalla ragione senza pertanto necessità di confrontarsi con l'esperienza sensibile. Di fondamentale importanza per la teoria razionalista è l'apporto di Cartesio che parla della giustificazione della conoscenza rispetto alla ragione. L'Illuminismo supera il razionalismo perché, mentre Cartesio aveva limitato alla ragione il rapporto la conoscenza,gli illuministi contemplano anche l'aspetto politico sociale e religioso. L'unione di queste diverse interpretazioni religiose permette di intendere agli illuministi il sapere come potere ovvero come dominio dell'uomo sulle cose sulla natura e si delinea una nuova figura dell'intellettuale che non è più avulso dalla società ma impegnato a promuovere il progresso.
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