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Teoria dell'anima tripartita → Descritta nel Fedro e nella Repubblica, spiega i rapporti fra anima e corpo, egli infatti la usa per spiegare come ciò che percepiamo con il corpo si rifletta nella nostra anima, spiegando le funzione di quest'ultima, non solo conoscitive (come enuncia nel Fedone) ma anche la capacità di provare sentimenti.
L'anima, seppur semplice, viene descritte come tripartita, divisa in tre parti, due irrazionali e una razionale.
1. Parte concupiscibile /desiderante → presiede al desiderio, la parte più legata al corpo terreno.
2. Parte irascibile /volitiva → presiede alla volontà, funge da legante fra la ragione e il desiderio
3. Parte razionale → presiede alla conoscenza, la più importante.
L'anima quindi è estremamente complessa con funziona plurima.
Nel Fedro essa è paragonata ad un carro (biga), guidato da un auriga, e trascinato da due cavalli alati, mentre vola nell'iperuranio. Un cavallo è nero e uno è bianco; essi rappresentano la parte volitiva dell'uomo, e devono essere guidati saggiamente dall'auriga che rappresenta la parte razionale, in modo che nessuno dei due prevalga sull'altro, facendo alzare o precipitare il carro. Questo si riflette ovviamente nella vita dell'uomo, che non deve lasciarsi trascinare da nessuna delle tre parti dell'anima ma seguire quella razionale, concentrandosi di meno sulla percezione sensibile e adempiere alla conoscenza delle idee.

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