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Il pensiero romantico

Romanticismo: movimento di pensiero che nasce e si sviluppa in Germania, ma poi si diffonde in tutta europa nel 1800.
Il romanticismo valorizza l’aspetto affettivo-relazionale dell’uomo, però non svaluta la ragione (viene assolutizzata). I romantici superano il cosmopolitismo illuminista perché valorizzando gli usi, i costumi, la lingua di ciascun popolo (il popolo ha una sua anima, una sua spiritualità da valorizzare).
Anche la natura viene vista in maniera diversa, infatti è come se avesse un’anima, un ordine (non una visione meccanicistica, ma una sua spiritualità).
Non è un caso che in Germania si sviluppò l’idealismo; è la filosofia degli intellettuali borghesi tedeschi che in Germania non era ancora una classe importante (non ha ancora una coscienza di classe perché conservatrice.)
Lo sturm und drang (impeto tempestoso) è un movimento culturale pre-romantico, vi appartengono intellettuali come Goethe, Hegel, Schelling che compongono questo movimento nel 1770 a Weimar e finiranno la loro storia nell’arco di cinque anni. Essi sostengono che:

- la lingua è vista come se avesse origini dall’anima del popolo (non da una convinzione sociale), la loro lingua è sinonimo della spiritualità di un popolo. Shakespeare è l’autore privilegiato, perché ha saputo cogliere la poetica e la spiritualità del suo popolo.
- La religione ha un ruolo di educazione del popolo. Nell’analisi della Bibbia vi sono delle incongruenze, ma essa non viene vista con gli occhi della ragione bensì è uno strumento del popolo.
- La storia (tema importante): gli illuministi avevano sconfessato il Medioevo come un’epoca buia; per i romantici, tutta la storia ha un senso e un valore, ha un’inizio e una fine (senza tappe positive o negative).
Gli idealisti fanno propri questi contenuti, assolutizzano la ragione (principio primo da cui tutto ha origine, all’interno del quale tutto si conosce, al di fuori di essa non esiste nulla) si parla di metafisica del soggetto assoluto.
Questo principio assoluto:
- Fichte lo chiamerà “Io penso”;
- Schelling lo chiamerà “L’assoluto;
- Hegel lo chiamerà “Ragione” o “Idea”;

Gli intellettuali tedeschi diranno che hanno fatto una rivoluzione culturale nella storia:
- Inghilterra: rivoluzione industriale;
- Francia: rivoluzione politica;
- Loro: rivoluzione culturale (Hegel dirà che dopo la sua filosofia non servono più filosofie).

Fichte e Hegel furono ispiratori del Pangermanesimo, ossia la superiorità della razza tedesca sulle altre. Vengono valorizzati usi e costumi, l’anima di un popolo, però questo porta ad un discorso nazionalista: discorso di superiorità della razza.

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