Video appunto: Mill, Stuart John - Scienze dell'uomo e utilitarismo etico

Mill - Le scienze dell'uomo e l'utilitarismo etico



Mill estende il principio della prevedibilità degli eventi futuri alle azioni umane. Il filosofo afferma ad esempio che, conoscendo il carattere di un individuo, gli specifici moventi che agiscono in lui e le circostanze in cui si viene a trovare, è possibile determinare con un certo margine di certezza quale sarà la sua condotta futura.

La scienza a cui è affidato il compito di previsione delle azioni individuali è la psicologia, quella che invece concerne la determinazione delle regolarità nei comportamenti collettivi e, di conseguenza, la previsione degli eventi sociali futuri, è la sociologia.
È importante sottolineare come per Mill le leggi così formulate non siano assolutilizzabili. Proprio perché il sapere è fondato sull’esperienza particolare, bisogna riconoscere la sua provvisorietà: non esiste un sapere assoluto, né nel campo delle scienze naturali né in quello delle scienze umane. C’è tuttavia la possibilità di individuare regolarità e leggi che richiedono il costante richiamo ai fatti.

Mill si occupò anche dell’etica, quella branca della filosofia che studia i comportamenti umani e li distingue in giusti ed ingiusti. Il criterio ammesso da Mill per valutare le azioni morali è il “principio di utilità”, secondo cui un’azione è gusta se tende a produrre la massima felicità per il maggior numero di persone. Egli sostiene pertanto una forma di edonismo, dal momento che identifica la felicità con il piacere. In questo caso, però, vi è una superiorità dei piaceri intellettuali e morali.
L’edonismo di Mill sfocia, in definitiva, in una forma di altruismo. Secondo il filosofo, il piacere di un individuo è strettamente associato a quello degli altri e, pertanto, la ricerca della felicità non può essere disgiunta da quella di un miglioramento della società in cui il singolo è inserito.