pexolo di pexolo
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La conoscenza scientifica è il risultato del coordinamento psicologico delle relazioni fenomeniche, mediante la successione spaziotemporale; in aggiunta a tale coordinamento non esiste, secondo Mill, un riferimento reale esterno che possa garantire oggettività della scienza. Considerata l'origine humeana di questa impostazione, non sorprende l'esito «fenomenistico» cui perviene: la conoscenza della realtà e la coscienza dell'io, poggiano sulla coerenza degli stati della psiche e, in definitiva, sulle relazioni di somiglianza e dissomiglianza (riduzione della logica a psicologia); non i corpi, bensì i fenomeni (suoni, forme, coloni ecc...) costituiscono i contenuti della conoscenza. La psiche consta di un certo numero di elementi semplici («fatti di coscienza») come, per esempio, le immagini, le impressioni, i sentimenti; questi si combinano alla maniera degli elementi chimici; comunque, nell'aggregare, la mente ha una funzione attiva, per cui i risultati non sono semplice somma degli elementi costitutivi. Dalle combinazioni suddette si ottengono, via via, funzioni sempre più complesse, fino a quella intellettiva (capacità simbolica, memoria, creatività ecc.). La teoria dei processi associazionistici, secondo Mill, costituisce (unitamente al principio della «uniformità e regolarità in natura») la garanzia della possibilità di generalizzare i contenuti elaborati da un soggetto, di modo che i risultati cui individualmente l'attività psichica perviene possano essere universali, in qualunque altro soggetto.

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