Video appunto: Marx, Karl - Punti deboli del sistema capitalistico di produzione

Marx - I punti deboli del sistema capitalistico di produzione



Lo scopo primario del capitalismo è quello di aumentare il più possibile il profitto, obiettivo che viene perseguito cercando di incrementare al massimo la produttività e quindi introducendo macchine e strumenti che consentano di realizzare una quantità di merce superiore.
L'aumento della produttività genera plusvalore e ricchezza, e questa viene a sua volta reinvestita per migliorare la tecnologia e modernizzare le strutture. Ciò si traduce nel passaggio dall’industria manifatturiera alla grande industria meccanizzata.

Il progresso raggiunto con la grande industria finisce per ritorcersi contro il capitalista stesso, poiché nel sistema produttivo emergono e si affermano forze che si rivelano oggettivamente autodistruttive. La prima è quella che Marx definisce la "caduta tendenziale del saggio di profitto". Si tratta di una legge in base alla quale il profitto del capitalista, a un certo punto dello sviluppo produttivo, anziché aumentare, tende a diminuire poiché con la meccanizzazione si richiede un numero inferiore di operai. L'effetto è il calo del plusvalore, che dipende dal plus lavoro dell'operaio e, dunque, dal capitale variabile. Con il variare della composizione del capitale a sfavore del lavoro dell'operaio, si ottiene pertanto una riduzione del saggio (o tasso) di profitto che deriva dal plusvalore.
In aggiunta a ciò, la crescente disoccupazione connessa all’impiego sempre più massiccio delle macchine nell’industria, comporta un altro grande rischio per il capitalismo: disoccupazione, infatti, vuol dire maggiore povertà dei consumatori.