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Karl Marx- il materialismo storico

Il punto di partenza delle riflessioni di Marx è l’attività umana concreta, reale, con il lavoro al centro, che è anche la matrice della “coscienza” (il pensiero, le idee). In un notissimo passo della “Prefazione” a Per una critica dell’economia politica Marx esprime una delle sue idee centrali e più discusse: l’essenza degli uomini sta nel loro essere sociale: «Non è la coscienza degli uomini che determina la loro esistenza, ma è al contrario, la loro esistenza sociale che determina la loro coscienza».
L’esistenza sociale di masse crescenti di persone, osserva Marx, è fatta di povertà, marginalità, sfruttamento, oppressione politica: tutte patologie sociali determinate da una cattiva organizzazione della società, basata sul capitalismo. Se si vuole cambiare concretamente il mondo, allora, occorre una trasformazione radicale delle basi materiali della società: l’elemento cruciale su cui agire è il modo di produzione materiale delle società. Il concetto di modo di produzione include due elementi di base: le forze di produzione e le relazioni sociali di produzione.
• Le forze di produzione includono tutti quei fattori sociali e materiali, utilizzati dai lavoratori e dai proprietari, nella produzione, distribuzione e circolazione dei beni e dei servizi: utensili e macchinari, materie prime, forza lavoro (come forza fisica, capacità, competenze specifiche, cooperazione ecc.), infrastrutture (strade, canali, ponti, stazioni e anche flussi informativi).
• Le relazioni sociali di produzione costituiscono il modo in cui la produzione è organizzata in una data società. Includono ovviamente anche la proprietà dei mezzi di produzione e il controllo della forza lavoro.
Il modo di produzione capitalistico porta alla formazione di due classi: il proletariato - termine che alla lettera indica “coloro la cui sola proprietà sono i figli, cioè la prole” , che per Marx è una classe sociale specifica, sfruttata dall’altra, la classe dominante dei capitalisti.
Marx riteneva che il capitalismo contenesse in sé gli elementi della propria distruzione: in quanto sistema in espansione, infatti, avrebbe prodotto una massa sempre maggiore di proletari, una categoria planetaria di lavoratori salariati che prima o poi avrebbe scardinato il sistema.
È questo, in estrema sintesi, il materialismo storico, di cui Marx fornì diverse versioni. Nel Manifesto del Partito Comunista del 1848, la versione più nota, Marx afferma che: «la storia di tutte le società è la storia della lotta di classe». La lotta di classe (e non il mondo delle idee) è il motore della storia. In questa prospettiva è centrale il ruolo giocato dal conflitto: la chiave per capire il cambiamento sociale e lo svolgimento della storia si trova nelle contraddizioni e quindi nei conflitti insiti nelle relazioni sociali che hanno caratterizzato differenti società ed epoche storiche, portando ogni volta allo sviluppo della coscienza di classe (la consapevolezza della propria condizione di oppressi, sfruttati ecc.), ai movimenti rivoluzionari che sfidano la classe dominante e alla rivoluzione, cui seguono un nuovo modo di produzione e nuove forme di organizzazione sociale.
Secondo questa dinamica (in parte evolutiva) le società sono passate dal “comunismo primitivo” al “feudalesimo” fino al “capitalismo” contemporaneo.
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