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Le classi per Marx

Secondo Marx le classi, e in particolare capitalisti e classe operaia, sono tra di loro in conflitto antagonistico (conflitto sociale), e ciò in quanto i loro modelli sociali sono alternativi; la loro lotta ha quindi come posta l'assetto generale della società. La nozione di classe appena esposta non raccoglie l'unanimità dei consensi. Una parte della sociologia, specialmente statunitense, chiama classe l'insieme degli individui che, per il reddito, la ricchezza, il prestigio, lo stile di vita, l'istruzione o altro si colloca entro una certa fascia della popolazione. La differenza tra questo modo di intendere le classi e quello marxiano è rilevante. In questo caso infatti si tratta più di strati che di classe ; gli insiemi non hanno organicità, ma sono semplici aggregati. Ne viene di conseguenza che la società complessiva non appare segnata da linee di frattura, ma gerarchicamente stratificata secondo un continuum di posizioni sociali; individui di uno stesso strato possono quindi riconoscere una identità di interessi, ma mai sviluppare una coscienza antagonistica nei confronti degli altri. All'antagonismo il modello della stratificazione sostituisce la logica della competizione: il conflitto c'è sempre, ma in questo caso l'obiettivo è la conquista del posto migliore, nel contesto di un accordo generale sul modello di sistema sociale e dell'accettazione delle regole del gioco.
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