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Empirismo,teoria della conoscenza di Locke e di Hume

Empirismo

• Empirismo > s’innesta nella tradizione del pensiero inglese (Bacone ed Ockham) e s’incontra con cartesianesimo (da cui desume concetti e terminologia) e rivoluzione scientifica (utilizzo dell’esperienza e di una nuova metodologia).
• Esperienza come:
o Fonte e origine di conoscenza > anti-innatismo
o Criterio di verità e strumento di certificazione delle tesi dell’intelletto, valide solo se suscettibili di controllo empirico
• Il richiamo costante all’esperienza rende l’empirismo una critica al razionalismo, ovvero limita le capacità cognitive dell’uomo > indirizzo anti-metafisico, esclude dalla filosofia quei quesiti non indagabili attraverso l’esperienza sensibile

Locke

• La ragione non possiede nessun carattere attribuito da Cartesio:
 Non è unica: gli uomini ne partecipano in misura diversa
 Non è infallibile: spesso le idee di cui si dispone o sono in numero troppo limitato, o troppo oscure oppure non si lasciano concatenare in ragionamenti logici, o la ragione può essere tratta in inganno da falsi principi e dal linguaggio, da cui non può essere divisa.
 Non può ricavare principi o idee da se stessa, ma li deve ricavare
dall’ esperienza
o Eppure è l’unica guida efficace di cui l’uomo dispone
o Filosofia di Locke > indagine critica nei confronti dei limiti propri dell’uomo > questi limiti sono propri dell’uomo perché sono propri della ragione, e sono propri della ragion perché essi derivano
dall’esperienza > esperienza=origine e limite della conoscenza
• L’esperienza fornisce il materiale, ovvero le idee semplici, che in seguito vengono ordinate dalla ragione > ma anche l’attività della ragione deve essere controllata dall’esperienza
o Locke come Cartesio > la conoscenza è desunta dalle idee, ma fondamentale differenza > le idee cartesiane sono innate e quindi provengono dalla ragione, le idee semplici lockiane invece derivano dall’esperienza > idee lockiane= frutto di un’esperienza passiva della ragione di fronte alla realtà
• 2 tipi di idee semplici:
 Idee di riflessione: derivano dalla realtà interna (senso interno) all’uomo (il suo spirito) > operazioni del nostro spirito

 Idee di sensazione: derivano dalla realtà esterna (senso esterno) all’uomo (cose naturali) > qualità che attribuiamo alle cose
o Avere un’idea (o pensare) significa percepirla, ovvero esserne cosciente > critica l’innatismo > se le idee sono innate esse devono essere presenti in tutti gli uomini, anche nei bambini, negli idioti e nei selvaggi, ma, poiché da questi non sono pensate e quindi percepite, esse non esistono, quindi non sono innate.
o Le idee semplici sono il materiale che ci è fornito dall’esperienza, le idee complesse sono l’unione di più idee semplici e sono prodotte dal nostro spirito > ma l’intelletto non è in grado ne di creare ne di distruggere un’idea semplice > limite insuperabile dell’intelletto umano
o Ricezione delle idee semplici = spirito passivo > diventa attivo nel momento in cui le utilizza per creare idee complesse e generali, organizzandole e riunendole in vario modo
o Idee complesse (infinite di numero, ma riunibili in tre categorie):
 Di modo: non sussistenti di per sé, ma manifestazioni di una sostanza
 Di sostanza: esistenti di per sé
 Di relazione: scaturiscono dal mettere a confronto più idee semplici, istituendo tra esse un rapporto
o Idea complessa di sostanza: varie idee semplici sono sempre riunite in natura > noi tendiamo a pensarle come un’unica idea semplice > non siamo in grado di considerare un’idea semplice sussistente di per sé > supponiamo un substratum, una base o sostrato (sostanza), con però carattere arbitrario perché supera la testimonianza dell’esperienza
 Due tipi di sostanza:
• Spirituale: sostrato delle operazioni del nostro spirito
• Corporea: sostrato delle qualità che attribuiamo alle cose
o Idea complessa di relazione: l’intelletto procede sempre con il riconoscere i rapporti i cui le cose stanno con altre cose:
 Di causa ed effetto
 Di relazione
 D’identità > identità della persona > si trova nella coscienza > accompagna gli stati o i pensieri del senso interno > l’uomo percepisce di percepire > consapevolezza che permette la costruzione di un unico io attraverso le percezioni e rappresenta il fondamento dell’unità della persona
o Idee generali: segni di un insieme di cose particolari > i nomi generali sono i segni delle idee particolari, che sono i segni di gruppi di cose particolare uniti da un vincolo di una certa somiglianza > non corrispondono ad una realtà ontologica o universale, ma ad un rapporto tra un gruppo di cose particolari
• Conoscenza: individuazione di un accordo o un disaccordo tra due o più idee
o Conoscenza intuitiva: l’accordo o il disaccordo tra le idee è chiaro e distinto alla ragione immediatamente in virtù delle idee stesse > conoscenza certa ed evidente > fondamento della certezza e dell’evidenza di ogni altra conoscenza
o Conoscenza dimostrativa: l’accordo o il disaccordo tra le idee viene reso evidente mediante l’uso di idee intermedie, che si chiamano prove > conoscenza dimostrativa=catena di conoscenze intuitive > il ragionamento consiste nel rapportare queste idee ad idee intermedie che siano a loro volta in rapporto intuitivo > la certezza si basa sull’evidenza delle prove intermedie > questa conoscenza è assai meno sicura perché nelle lunghe dimostrazioni, quando le prove sono numerose l’errore diventa possibile
o Conoscenza delle cose al di fuori delle idee: la conoscenza consiste nel rapporto di accordo o disaccordo tra idee ed è vera solo se c’è conformità tra idee e le cose reali > in che modo è possibile arrivare alla conoscenza di una realtà diversa dalle idee e come provare questa conformità?
 Tre ordini di realtà ed altrettanti modi di conoscerli certamente:
• Esistenza del nostro io > intuizione > metodo cartesiano del cogito > io penso, ragiono, dubito e quindi esisto
• Esistenza di Dio > dimostrazione > prova causale della tradizione: il nulla non può produrre il nulla; se qualcosa c’è, è prodotto da qualcos’altro  analizzo a ritroso le cause, ma non potendo risalire all’infinito, ammetto un essere eterno che ha prodotto tutto > Dio
• Esistenza delle cose > sensazione attuale > io conosco una cosa esterna nel momento in cui ricevo l’idea di essa attraverso i miei organi di senso > nel momento in cui riceviamo la sensazione siamo certi dell’esistenza di quella cosa > la certezza basta per garantire la realtà della cosa esterna > la certezza è sufficiente per tutti gli scopi umani, anche se non assoluta > ragioni supplementari > 1. Quando ci manca l’organo di senso adeguato, ci mancano le idee > le idee sono prodotte dall’incontro di una causa esterna con l’organo di senso > 2. Le idee sono prodotte dal nostro spirito senza che le possiamo evitare > sono quindi prodotte da cause esterne e non da noi > 3. Molte idee sono prodotte in noi con piacere o dolore, ma quando le ricordiamo non provocano ne uno ne l’altro > solo l’oggetto esterno provoca piacere o dolore quando colpisce i nostri sensi > 4. I sensi si offrono testimonianza reciproca > due sensi confermano l’esistenza di una cosa e quindi rafforzano la certezza dell’ esistenza delle cose.
 Queste ragioni però valgono solo per l’istante in cui la sensazione è ricevuta > quando l’oggetto non è più testimoniato dai sensi la sua esistenza non è certa, ma probabile
o Conoscenza probabile: verità o falsità di una proposizione per la sua conformità con l’esperienza passata o con la testimonianza di altri uomini.

Hume

• Divide le percezioni della mente in due categorie:
o Impressioni: penetrano all’interno della mente con più evidenza e forza, e sono le sensazioni, le emozioni e le passioni che proviamo nel momento in cui sentiamo o vediamo
o Idee: impressioni illanguidite > non possono mai raggiungere la forza o l’evidenza di un’impressione > ogni idea corrisponde ad un impressione > no impressione = no idea > limite invalicabile
• Per spiegare la realtà utilizza le impressioni, le idee e i loro rapporti > ogni realtà si risolve nei rapporti > conclusione scettica perché non riesce a fondare delle realtà esaminate, ma solo a risolverle nei loro elementi originari
• Rapporto causa-effetto > non può essere conosciuto a priori, ma solo a seguito di un esperienza > è quindi arbitrario e non necessario > non può essere assunto come fondamento in nessuna previsione o in nessun ragionamento sul futuro > ma l’uomo lo crede necessario e fonda su di esso la sua intera vita > la disposizione ad aspettarsi che subito dopo un fatto ne avvenga un altro strettamente collegato è frutto di abitudine, la disposizione a ripetere lo stesso atto senza che intervenga il ragionamento
• Conoscenza della probabilità > probabile, non certa
• Credenza > risultato di un’abitudine > sentimento o istinto, non ragione > gli uomini credono nell’esistenza di un mondo esterno diverso ed estraneo(permanente) rispetto alle impressioni (mutevoli)> la credenza si distingue in:
 Credenza nell'esistenza continua delle cose > propria i tutti gli uomini e degli animali > dalla coerenza e dalla costanza di certe impressioni, l’uomo e portato ad immaginare che esistano cose dotate di un’esistenza continua ed ininterrotta(esisterebbero anche se gli esseri umani non ci fossero più) > l’uomo dimentica che le nostre impressioni sono sempre interrotte e discontinue > crede che le stesse immagini prodotte dai sensi siano gli oggetti esterni
 Credenza nell’esistenza esterna delle cose > riflessione filosofica > ciò che si presenta alla mente è soltanto l’immagine e la percezione dell’oggetto > distinzione tra percezione (soggettiva ,mutevole, interrotta) e cosa (oggettiva e continuamente esistente)
 Per Hume: l’unica realtà di cui siamo certi é quella costituita da impressioni > possiamo fare inferenze solo sui rapporti causa-effetto tra le impressioni ed idee > la realtà esterna è ingiustificabile, ma l’istinto a crederci è ineliminabile.
o Credenza nell’unità ed identità dell’io > non abbiamo alcuna impressione del nostro io (inteso come un’entità unitaria), ma solo degli stati d’animo successivi > io= fascio d’animo d’impressioni che si susseguono nel tempo

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