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Locke

John Locke nasce a Wrington nel 1632 da una famiglia protestante. Il padre era un puritano molto impegnato politicamente contro Carlo I. Vivendo nel periodo della guerra civile matura idee antiassolutiste ed anche il concetto di diritto naturale, come la libertà, la proprietà privata ed il lavoro. Secondo Locke l’uomo non è solo ragione, ma anche sentimento ed affetto.
Il filosofo compone due trattati, “il trattato sulla tolleranza” ed “il trattato sul governo”, e diversi saggi, tra cui “il saggio sull’intelletto umano”. Locke studia medicina, compie studi umanistici e matura un’impostazione filosofica che si basa sull’empirismo, la corrente di pensiero che nasce dall’esperienza. L’esperienza secondo Locke non è solo quella scaturita dai cinque sensi, ma è anche un tipo di esperienza maturata internamente, una sorta di riflessione intellettuale che si scaturisce dalla percezione del senso interno. L’esperienza è quindi l’insieme di sensazioni e riflessioni. La conoscenza, che proviene dall’esperienza (intesa come sensazione e riflessione) e non è conoscenza diretta delle cose ma conoscenza delle idee (da qui il concetto di limite della conoscenza), si articola in diversi tipi: il primo grado di conoscenza è quello intuitivo, che è immediata e riguarda conoscenze geometriche-matematiche e logiche, il secondo grado di conoscenza è quello dimostrativo, che parte da quella intuitiva ed elabora i concetti, il terzo grado di conoscenza è quello sensibile e nasce dalla percezione legata al momento in cui i sensi entrano in contatto con l’oggetto.

Le prime due conoscenze sono certe, la terza non è sicura ma può considerarsi probabilistica, perché nasce dalla percezione legata al qui ed ora.
La mente dell’uomo viene definita da Locke come tabula rasa, un foglio bianco in cui vengono trascritte le informazioni che provengono dall’esperienza. L’intelletto quindi è secondo il filosofo un intelletto passivo, che entra in azione solo quando giunge il materiale proveniente dall’esperienza. Il materiale proveniente dall’esperienza sono le idee, e l’intelletto ha il compito di comporle e scomporle.
Le idee sono quindi elaborazioni delle percezioni sensibili, sono immagini delle cose ma non le cose stesse (le idee non sono quindi i contenuti della mente, come affermava Cartesio) . In contrapposizione a Cartesio, Locke pensa che non esistono principi assoluti che accomunano gli uomini e non esistono quindi idee innate.
Locke distingue tre tipi di idee: idee semplici, che l’intelletto elabora in idee complesse ed attraverso un processo di astrazione può giungere alle idee generali o universali. Le idee semplici o originarie sono generate dalle qualità provenienti sia dalle sensazioni che dalle riflessioni interiori. A loro volta, sia le qualità provenienti dalle sensazioni che le qualità provenienti dalle riflessioni si dividono in qualità primarie e secondarie. Le qualità primarie delle sensazioni sono quelle che appartengono ai corpi, le qualità secondarie delle sensazioni sono quelle che vengono attribuite ai corpi e sono perciò soggettive. Allo stesso modo, le qualità primarie delle riflessioni sono le sensazioni che si provano internamente, le qualità secondarie delle riflessioni sono elaborazioni di qualità primarie da parte del nostro spirito che si muove e comincia a lavorare. Le idee complesse sono di tre tipi, e raggruppano tutte quelle semplici: idea di sostanza, idea di modo ed idea di relazione. L’idea di sostanza contempla tutte le cose che sussistono autonomamente, ed indica tutte quelle idee semplici che fanno di un organismo quello che è. La sostanza può essere ad esempio l’anima di un uomo, e come tale non può essere conoscibile; quando però si parla di sostanze particolari, esse possono essere analizzate, come ad esempio un cavallo.
L’idea di modo è legata alle realtà che non sussistono autonomamente ma riguardano il carattere delle cose, il loro modo di essere, ad esempio lo spazio che è la ripetizione dell’idea semplice di distanza. L’ idea di relazione collega attraverso un processo di causalità una determinata sostanza con il suo modo di essere: mette ad esempio in relazione l’uomo con il suo modo di agire e di pensare. Ciò genera la morale, una delle idee di relazione.
Il linguaggio è costituito da parole che secondo Locke sono segni convenzionali, significanti che richiamano ad un significato non riferito all’oggetto reale ma ad un concetto. Affinchè due individui si intendano è necessario quindi che questi significanti richiamino lo stesso significato per entrambi.
L’empirismo di Locke viene definito moderato poiché da una parte il filosofo afferma che la conoscenza parte dall’esperienza, dall’altra comunica che l’intelletto dell’uomo è quella facoltà che permette di elaborare dall’esperienza. Questa esperienza non rappresenta solo il contatto dei cinque sensi con l’esterno, ma anche la riflessione interiore.

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