pexolo di pexolo
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Leibniz

Il migliore dei mondi possibili

Dio crea senz’altro il migliore dei mondi possibili, e la sua decisione non dipende né da un arbitrio, come sostiene Cartesio, né da una necessità metafisica, come afferma Spinoza, giacché una scelta diversa da quella praticata resta pur sempre logicamente possibile

Le verità di ragione e le verità di fatto

La necessità, secondo Leibniz, era al suo posto nel mondo della logica, non nel mondo della realtà: “un ordine reale non è mai necessario”. Le verità di ragione erano necessarie (il triangolo ha tre alti) poiché il loro contrario sarebbe stato contraddittorio, ma non riguardavano la realtà, erano inoltre identiche, perché ripetevano la medesima cosa senza dire nulla di nuovo, ed infallibili. Le verità di fatto erano contingenti e concernevano la realtà effettiva. Queste verità non erano fondate su principi di identità e (non-)contraddizione, infatti sarebbe stato possibile il loro contrario. Invece erano fondate sul principio di ragion sufficiente: “nulla si verifica senza una ragion sufficiente, cioè senza che sia possibile, a colui che conosca sufficientemente le cose, di dare una ragione che basti a spiegare perché è così e non altrimenti”. La ragion sufficiente, secondo Leibniz, inclinava senza necessitare: essa spiegava i fatti in modo infallibile e certo e tuttavia senza necessità, perché il contrario di ciò che accadeva sarebbe stato sempre possibile, “nulla si verifica senza una ragione sufficiente, deve esserci una ragione che spieghi perché qualcosa accade o esiste"

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