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In quale modo Leibniz spiega la materia

Le monadi sono sostanze spirituali, quindi non costituite di materia. Il mondo quindi, che appare materiale, è diverso da come sembra e ciò che comunemente si considera materia è solo un modo di apparire e di manifestarsi dell'energia spirituale, è un semplice fenomeno (= apparenza), cioè un aspetto materiale di un'essenza spirituale.
Ogni monade infatti possiede nella propria interiorità una massa di percezioni oscure e confuse che cerca di rendere chiare e distinte con la riflessione: le percezioni oscure e confuse rappresentano il principio passivo della monade perché ne rivelano la limitazione e l’imperfezione, mentre le idee chiare e distinte rappresentano il principio attivo, la forza della monade stessa, perché indicano il grado di perfezione di ciascuna. Questo limite della capacità rappresentativa, da cui la monade non può liberarsi mai (perché altrimenti sarebbe perfetta come Dio), è chiamato da Leibniz materia prima: con questo termine egli non intende idre che la materia sia realmente esistente, ma soltanto vuole mettere in evidenza la passività della monade.

Un altro modo dell’apparenza fenomenica della materia deriva dall’aggregazione delle monadi. Infatti, ogni organismo vivente è infatti formato da una molteplicità di monadi in modo che quella centrale, la più perfetta, costituisce l'anima e quelle periferiche, le meno perfette, compongono il corpo. Le monadi-corpo allora, secondo Leibniz, costituiscono la materia seconda soltanto per questo rapporto di subordinazione. La materia però non è reale, perciò la sottomissione del corpo all'anima è soltanto ideale.

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