Leibnitz

Secondo Leibnitz l’universo è fatto di monadi, che non sono corporee, ma sono energia, o meglio forza rappresentativa, sono attività conoscitiva-rappresentativa, la loro natura è percepire. Tutto è fatto di monadi, ma come fanno ad esistere i corpi?
Le percezioni delle monadi possono essere consapevoli (appercezioni) o non consapevoli (piccole percezioni). Quindi i sassi hanno percezioni non consapevoli. Lo stesso ente può essere costituito da percezioni consapevoli e non consapevoli. Leibnitz sostiene che gli uomini percepiscono più Dio che il mondo, invece gli animali l’inverso.
Essendo immateriali le monadi, come fanno ad esistere i corpi?
Tutte le monadi, eccetto Dio*, sono imperfette perché hanno piccole percezioni, ovvero delle percezioni non consapevoli. Il margine di imperfezione costituisce la materia prima. La corporeità, lo spazio è la materia secondaria, è un fenomeno ben fondato, così come il tempo. Il fenomeno letteralmente significa “ciò che appare”, dal greco, quindi spazio e tempo sono qualcosa che appare al uomo. Lo spazio è ben fondato sulla coesistenza delle cose. Il tempo è ben fondato sulla successione delle cose.

[*Anche Aristotele diceva che Dio è forma pura, senza materia.]
Quindi Leibnitz sostiene che c’è un’infinità di monadi, ma ognuna è chiusa. Le monadi interazionano tra di loro tramite l’armonia prestabilita, in ogni monade è prestabilito il suo sviluppo, e gli sviluppi delle monadi sono tra solo: quindi è tutto sincronizzato.
Le monadi sono la rappresentazione di tutto l’universo, ma ogni monade è unica, conoscono tutte, ma con una prospettiva diversa e un grado di chiarezza diverso.
Il principio dell’identità degli indiscernibili dice che se due monadi sono indiscernibili (sono uguali) quelle due monadi sono la stessa monade, quindi non esistono due monadi uguali.
Il principio di continuità dice che le differenze tra le monadi sono ::::::::::::::: , la natura non fa salti.
Le verità di ragione sono quelle la cui contraddittoria è impossibile, quindi non sono verificate dall’esperienza, ama dal nesso logico. (Il tutto è maggiore della parte – Il tutto non è maggiore della parte -> IMP.) Quindi si basano sul principio di non-contraddizione.
Le verità di fatto sono quelle proposizioni la cui contraddittoria non è impossibile. Quindi per sapere se è vera devo basarmi sul principio di ragion sufficiente, che si basa sull’esperienza, tipo l’osservazione.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email