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Kierkegaard: stadio estetico


È caratterizzato dalla figura dell’esteta, del seduttore. Il protagonista dell’opera AUT-AUT si chiama Joannes (nome che ricorda il don Giovanni); l’esteta è definito come l’uomo seduttore che dedica tutta la sua vita alla conquista delle donne. È calato nell’immediatezza ed è alla ricerca continua del piacere, insegue ciò che lo attrae di momento in momento, lasciandosi attrarre dal suo interesse.
Questo tipo di vita non implica una scelta stabile e definitiva: una volta che conquista, poi cerca altro. Non si lascia coinvolgere dalla vita, non le dà continuità, non ha punti di riferimento, lo attraggono di momento in momento. È uno stile di vita legato anche ad altre dimensioni, come il possesso per la ricchezza, della fama e della gloria, che porta l’uomo a vivere istante per istante. La vita è vissuta come un’opera d’arte: l’artista si lascia rapire nel realizzarla da qualcosa di diverso da ciò che l’aveva ispirato ieri e che lo attrarrà domani. La vita è qualcosa di luminoso, vengono bandite le banalità, la ripetizione e la noia. L’esteta sa andare continuamente alla ricerca del nuovo, del luminoso da conquistare e poi abbandonare, in quanto il suo obiettivo non è possedere bensì conquistare. L’esteta sceglie di non seguire qualcosa di definitivo per sottrarsi alla routine ed alla quotidianità. Secondo Kierkegaard non è una scelta vincente perché ad un certo punto l’esteta si troverà di fronte alla mancanza di eccezionalità, non troverà più nulla di luminoso che lo attrae. Il suo stile effimero e dinamico non può essere eterno. Il suo disperdersi lo rende consapevole di essere prigioniero della sua propria scelta.
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