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La scelta necessaria


Tutto il discorso di Kierkegaard sul tema della sofferenza e dolore è una questione di scelta, necessaria scelta. Ciò che è decisivo è che l’uomo deve scegliere e la scelta è drastica, tra tempo ed eternità, tra la miseria della sofferenza nel tempo e la beatitudine eterna, tra fine temporale e fine eterno, appunto. Solo che anche nella cristianità costituita, non solo nel mondo ateo, la passione per l’eterno è scomparsa. Il pensiero dell’eterno per Kierkegaard è il grande dimenticato. Questa è l’essenza del cristianesimo, ove tolto l’eterno, tolto il cristianesimo. Il significato fondamentale del soppesare umano è di pesare e deliberare tra il temporale e l’eterno. In ogni altro soppesare umano deve essere presento questo significato fondamentale. Altrimenti manca di fondamento e non dice nulla. Ci sono ancora uomini veri che vivono in modo da prendere sul serio il pensiero dell’eternità? Il mondo è tutto un affaccendarsi, un febbrile parlare delle necessità della vita. Che sembra aver dimenticato quale è l’unica cosa necessaria della vita, cioè disincantarla nel tempo. Questo è l’unico senso possibile del dolore.
Nel pensiero di Soren Kierkegaard non c’è alcuna terapia filosofica per il sofferente, ma solo esperienza spirituale, che lenisce la sofferenza inevitabile nell'esistenza umana.
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