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Kierkegaard: pensiero

Considerato il padre dell’esistenzialismo, la sua riflessione si sofferma sull’esistenza umana: drammaticità e problematicità dell’esistenza umana. Elabora la sua filosofia in quanto si discosta dal pensiero hegeliano che si proponeva di rispondere a qualsiasi domanda dell’uomo. Kierkegaard non riesce ad accettare l’identificazione reale-razionale, accusa Hegel di aver dimenticato di essere un uomo in carne ed ossa. Secondo Kierkegaard quel che conta è la persona nella sua singolarità, nella sua unicità, nella sua irrepetibilità e quindi una persona che non si può ricondurre ad un concetto. Vediamo come l’universalità dell’uomo è contro l’universalità dell’assoluto hegeliano. E’ un filosofo dalle alternative inconciliabili, quelle che potremmo definire aut-aut, mentre nella filosofia hegeliana ci si trova davanti un et-et. La sua è una filosofia della libertà come possibilità e non della libertà come necessità. Tutto il pensiero di Kierkegaard è incentrato sulla categoria del singolo che è visto come un concetto essenzialmente cristiano. Il singolo è una creatura forgiata a immagine e somiglianza di Dio. La massa è falsità, diminuisce e schiaccia l’individuo, contrappone il singolo alla folla perché essa annulla il singolo. Alla categoria del singolo dobbiamo associare un’altra categoria, cioè quella della possibilità, la scelta è una decisione libera, l’uomo scegliendo diventa ciò che sceglie. Ciò che da valore all’uomo non è la cultura ma la responsabilità delle proprie azioni.

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