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Kierkegaard - Introduzione e biografia


Introduzione

Lo slancio positivista e progressista che contraddistingue tutto il XIX secolo non viene condiviso da Kierkegaard, che impronta la sua riflessione ad una riflessione di tipo esistenzialistica. Nel pensiero di Kierkegaard l’uomo è considerato in tutta la sua precarietà ed universalità: i tentativi di schematizzare l’uomo vengono meno. L’uomo:
- Deve essere considerato per la sua esistenza;
- È un essere unico e irripetibile;
- È afflitto da angoscia esistenziale per le svariate possibilità di scelta che gli si offrono.

Vita

Egli nacque in Danimarca nel 1813. Ricevette una severa educazione, basata prevalentemente sulla religione. Dopo la madre, da cui non ebbe altri figli, il padre si sposò con la governante. È nella più tenera giovinezza che Kierkegaard vede il padre commettere un peccato che egli aveva sempre condannato, peccato che gli rimarrà impresso per sempre. Cercò di liberarsi dall'angoscia rielaborando l’accaduto, che chiama ‘la scheggia nella carne’ da cui però non riuscirà mai a liberarsi e che determinerà alcune sue scelte, tra cui, si pensa, anche il mandare a monte il suo fidanzamento con Regina Olsen. Questa minaccia oscura e inafferrabile ma paralizzante lo conduce a intraprendere la vita da pastore.

Opere

Opera principale è l’Enten-Eller, che è da tradurre aut-aut, in contrapposizione dell’et-et hegeliano.
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