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Kierkegaard - Le fasi della vita


Nello scritto Aut-Aut del 1843, Kierkegaard imposta il suo pensiero su basi diverse rispetto ad Hegel. Mentre il pensiero di Hegel cerca di mediare tutte le opposizioni, Kierkegaard sottolinea che nella vita ci sono delle opposizioni che non possono essere oggetto di mediazione, né tanto meno risolte con una sintesi. Esse rimangono come tali ed impongono una scelta, negativa o positiva. Di questo tipo è l’opposizione fra vita etica e vita estetica
La vita estetica è caratterizzata dalla ricerca del piacere e del godimento dell’attimo presente. Il simbolo della vita estetica è Don Giovanni, dell’opera di Mozart, che seduce migliaia di donne, senza amarne veramente nessuna. Colui che conduce una vita estetica, lo fa per sfuggire alla noia, ma, poiché non riesce mai completamente a raggiungere il proprio obiettivo, egli precipita nella disperazione. La vita estetica, che ricorda la figura del Faust di Hegel, ci richiama probabilmente alla vita dissipata tenuta in gioventù da Kierkegaard.
Precipitato nella disperazione, l’uomo può cercare di risalire la china scegliendo la vita etica. La vita etica è caratterizzata dall’impegno e dal rispetto verso i doveri familiari e professionali. Il simbolo della vita etica è Guglielmo, il protagonista del romanzo di Goethe (Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister), marito fedele e funzionario onesto. Questa fase della vita trova riscontro nel periodo della vita di Kierkegaard in cui egli decise di fidanzarsi e di dedicarsi ala carriera ecclesiastica.
Nemmeno la vita estetica dà all’uomo l’occasione di raggiungere la piena soddisfazione perché esso porta, comunque, sempre il peso del peccato contro Dio ed un diffuso senso di colpa. E’ per questo motivo che probabilmente Kierkegaard ruppe il suo fidanzamento e rinunciò a diventare pastore della Chiesa luterana danese, in quanto era convinto che ciò rappresentasse soltanto il lato esteriore della religione. Egli passa, allora, ad un’altra fase della vita: la vita religiosa che descrive nell’opera Timore e tremore, pubblicata nel 1843. In questo libro, egli sostiene che la vera religione non dà sicurezza ed è piena di contrasti; essa è soltanto basata su timore e sul tremore perché l’uomo si trova solo davanti a Dio, ha paura della giustizia divina e con un atto di vede, abbandona la ragione e si rimette totalmente a Dio. Il simbolo della vita religiosa è Adamo. Questo personaggio biblico è disposto a sacrificare il proprio figlio Isacco pur di obbedire a Dio, da cui, proprio per questo motivo, viene salvato.
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