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I TIPI DI COMANDI PER KANT

Kant per vedere in quali casi la legge può essere universale e che forma deve avere per essere tale cerca di individuare questa norma universale, sviluppando ed elencando i diversi tipi di comandi che esistono, in quanto qualsiasi legge morale si esprime tramite dei comandi. Egli riesce a distinguere due tipi di leggi: le massime, comandi che derivano dall’esperienza personale di ciascuno, ma che non può rappresentare una legge morale proprio per il suo carattere soggettivo, e gli imperativi, che si dividono a loro volta in categorici ed ipotetici. Gli imperativi ipotetici vengono così chiamati da Kant perché l’obiettivo da raggiungere è subordinato all’accettazione di un ipotesi, che non può essere una legge morale in quanto è limitato dalla validità dell’ipotesi.
Invece sono proprio gli imperativi categorici quelli che rappresentano la legge morale ma anche il comando che viene espresso dall’imperativo categorico non sembra essere esente da punti deboli: infatti per essere universale il comando dovrebbe poter essere accettato da tutti, ma vi potrebbero essere alcuni che si rifiuterebbero di obbedire al comando in quanto potrebbe essere un qualcosa che non gli riguarda. Arriviamo quindi a distinguere anche all’interno dell’imperativi categorici quelli che Kant definisce nuovamente forma e contenuto: la forma è il “ tu devi” mentre il contenuto è, nell’esempio, “studiare“, che può cambiare e quindi non può essere universale. Già quando Kant aveva stabilito che il giudizio scientifico era quello sintetico a priori, con il famoso esempio 7+5=12 si era accorto che l’universalità ci veniva non dai numeri, quelli che poi definirà contenuti, ma dal +, dalla forma.

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