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IL RIGORISMO MORALE

L’ultimo elemento che Kant introduce tra le caratteristiche della legge morale è il rigorismo morale; per spiegare questo concetto è utile fare un esempio: nel momento in cui si fa l’elemosina, dapprima si deve vedere se tale azione è universalizzabile e se il contenuto non risponde ai tre enunciati deve essere esclusa a priori in quanto immorale. Nel caso dell’elemosina essa può essere considerata universale, ma il problema si pone invece per quel che riguarda l’intenzione, ossia il perché, e bisogna vedere se essa può essere considerata morale, corretta. Kant arriva a concludere che bisogna compiere tale azione appunto perché è universalizzabile: devo farla perché devo farla, e perciò è importante verificare che sia universalizzabile perché bisogna uniformare l’intenzione.
A questo punto si potrebbe arrivare a concludere che esistono solamente due tipi di azioni, quelle immorali (come ad esempio rubare i soldi a chi chiede l’elemosina, in cui sia forma che contenuto non sono universalizzabile) e quelle morali (fare l’elemosina perché bisogna farla, dove forma e contenuto si possono universalizzare) ma Kant distingue anche un terzo tipo di morale, detto neutra, dove la forma è universalizzabile ed il contenuto no, quindi il motivo per cui compio l’azione non è morale e viene definita azione legale. Kant quindi afferma che prima dobbiamo analizzare il contenuto dell’azione e se questo non è universalizzabile l’azione è immorale, mentre se il contenuto è universalizzabile è possibile analizzare il motivo, l’intenzione per cui si compie: così arriviamo a concludere che deve compiere l’azione perché è universalizzabile.

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