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Il periodo precritico: Nel periodo cosiddetto “precritico” Kant svolte un'intensa attività scientifica in diversi ambiti. Egli affronta le questioni poste ricorrendo ai principi della fisica e metafisica. Il suo scritto scientifico più noto è la storia universale della natura e teoria del cielo che viene pubblicato nel 1755. In quest’opera Kant espone e sviluppa un’ardita ipotesi sulla formazione del sistema solare e della nostra galassia a partire da una nebulosa originaria. Si tratta di un’ipotesi di una “semplice congettura” come riconosce lo stesso Kant. Ma si tratta anche di una congettura razionalmente fondata. In questa teoria cosmologica Dio compare solo in quanto creatore della nebulosa primitiva e delle sue forze fondamentali.
Kant in linea con analoghe tendenze in atto nella filosofia tedesca ritiene quindi insostenibile la pretesa di fare a meno dell’esperienza e contrappone a quel razionalismo ai procedimenti della metafisica il metodo di cui si avvale la scienza. La filosofia deve occuparsi non solo dei concetti più generale e astratti con cui la ragione pensa la realtà, ma anche di ciò che effettivamente “esiste” e che non è deducibile dal pensiero e costituisce invece un dato dell’esperienza. Il percorso di ricerca così avviato trova un primo approdo nella dissertazione del 1770 La forma e i principi del mondo sensibile e intellegibile. Nella dissertazione si afferma che la conoscenza è costituita da una materia e da una forma: essa è il risultato di contenuti provenienti dall’esterno, attraverso la modificazione dei nostri organi sensibili. Due sono le facoltà coinvolte nel processo conoscitivo: la sensibilità e l’intelligenza (o razionalità). La prima è la capacità del soggetto di venire modificato e la seconda è la facoltà del soggetto mediante cui riesce a rappresentare le cose. Nella conoscenza sensibile la materia è costituita dalle sensazioni, la forma è data dallo spazio e dal tempo. Questi sono due forme della nostra sensibilità, con le quali ordiniamo le sensazioni. Il prodotto della rappresentazione sensibile sono i “fenomeni” ossia gli oggetti colti così come appaiono a noi, sottoposti alle “forme conoscitive del soggetto senziente: lo spazio e il tempo.

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