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Qual è il contenuto della Critica della Ragion Pura e in quali parti si divide?

Nella Critica della Ragion pura Kant si propone di giudicare le possibilità della Ragion pura che, servendosi solo delle forme a priori, ha la pretesa di conoscere la metafisica. Occorre però prima giudicare le capacità della ragione nel campo della scienza, cioè della matematica e della fisica. Perciò Kant si domanda se la matematica, la fisica e la metafisica abbiano valore di scienza, ossia se possano formularsi mediante giudizi sintetici a priori. Così la Critica della Ragion pura si divide rispettivamente in Estetica trascendentale, Analitica trascendentale e Dialettica trascendentale.


L'intuizione sensibile, che si raggiunge con l'estetica trascendentale, è sintesi di contenuto e forma?

Sì: il contenuto, o materia, deriva dalle impressioni sensibili: colore, odore, sapore, suono, estensione, ecc. (elemento exstrasoggettivo); la forma è propria del soggetto che colloca nello spazio e nel tempo i dati sensibili. Perciò spazio e tempo sono le condizioni necessarie di ogni esperienza e sono quindi le forme a priori dell'intuizione: lo spazio è forma del senso esterno (lo spazio rende possibile la conoscenza degli oggetti secondo un ordine di coesistenza spaziale); il tempo è forma del senso interno e, insieme, del senso esterno (il tempo rende possibile la conoscenza della successione temporale degli stati d'animo e della percezione dei fatti esterni).

Scrive Kant nella "Critica della Ragion Pura": "Vi sono due forme di intuizione sensibile, come principi della conoscenza a priori, cioè lo spazio e il tempo. Mediante il senso esterno noi ci rappresentiamo gli oggetti come fuori di noi, e però tutti nello spazio. Quivi sono determinate, o determinabili, la loro forma, la loro grandezza e le loro reciproche relazioni. Mediante il senso interno lo spirito intuisce se stesso o i suoi stati interiori, rappresentandoli secondo rapporti di tempo. IL TEMPO è LA CONDIZIONE FORMALE A PRIORI DI TUTTI I FENOMENI."

A che cosa paragona Kant la funzione svolta dalle forme pure di spazio e di tempo?
Kant paragona lo spazio e il tempo a lenti colorare, ad un recipiente che contiene un liquido e ad un sigillo che dà impronta alla cera. Se noi portiamo un paio di occhiali con lenti colorate, vediamo gli oggetti del colore delle lenti (quel particolare colore non è nelle cose, ma p attribuito alle cose dalle lenti). Un recipiente dà al liquido che vi si versa la sua forma particolare (quella forma che il liquido assume deriva dal recipiente e non dal liquido). Una massa di cera assume la forma impressavi da un sigillo (quella forma particolare che la cera prende è dovuta al sigillo e non alla cera).

Mediante l'estetica trascendentale è possibile la matematica come scienza?
Secondo Kant la matematica (aritmetica e geometria) è fondata come scienza perché si avvale di giudizi sintetici a priori. Infatti nell'aritmetica, per esempio, la proposizione "7+5= 12" è sintetica perché il concetto del 12 contiene qualcosa di nuovo sull'intuizione pura del tempo con cui si può aggiungere una unità ad un'altra unità. Nella geometria, per esempio, la proposizione "la linea retta è la più breve fra due punti" è sintetica, perché il predicato aggiunge qualcosa di nuovo al soggetto ed è a priori perché fondata sull'intuizione pura dello spazio.


Che cosa significa Analitica trascendentale e di quale grado di conoscenza essa tratta?
Il termine analitica indica che in questa seconda parte della Critica della ragion pura sono studiate, analizzate, le forme pure dell'intellettuale (le categorie) e vengono esaminati i principi a priori che permettono l'applicazione delle categorie alla molteplicità dei dati sensibili; l'aggettivo trascendentale significa che anche questo secondo grado di conoscenza è reso possibile dalle forme pure dell'intelletto (categorie e principi). Questo secondo grado di conoscenza è proprio perciò dell'intelletto che unifica il molteplice offerto dalla intuizione (estetica trascendentale) mediante concetti e formula giudizi.
Scrive Kant nella "Critica della Ragion Pura":"Tutti gli atti dell'intelletto possono ricondursi a giudizi, in modo che l'intelletto può essere rappresentato come una facoltà di giudicare. Esso infatti è una facoltà di pensare. Ora, pensare è conoscere per concetti. E dei concetti l'intelletto non può far altro uso se non giudicare per mezzo di essi. I concetti dunque si fondano sulla spontaneità del pensiero, come le intuizioni sensibili sulla recettività delle impressioni. La spontaneità del nostro pensiero esige che il molteplice sia dapprima in certo modo percorso, raccolto e unificato, per far quindi di esso una conoscenza."

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