Critica della ragion pura è scritta nel periodo critico. È un opera di filosofia della conoscenza, in cui Kant spiega come funziona la scienza e la metafisica. La scienza dava risultati, come i dati di fatto; invece la filosofia no. Kant si domanda perché le conoscenze scientifiche sono universali e necessarie, mentre quelle metafisiche no?
È così perché la scienza è fatta di giudizi sintetici a priori.
Secondo Kant esistono 3 tipi di giudizi: analitici a priori; sintetici a posteriori e sintetici a priori.
Analitici a priori: verità di ragione di Leibnitz, chiamate da Hume relazioni di idee. Li definisce “analitici” perché sappiamo che sono veri analizzando i termini, “a priori” dapprima rispetto all’esperienza. Questi giudizi hanno un grande pregio: sono universali e necessari; ma anche un grande difetto: visto che prescindono l’esperienza non accrescono la conoscenza, sono tautologie (una cosa che dice se stessa).

Sintetici a posteriori: verità di fatto di Leibnitz, chiamate da Hume dati di fatto. Li definisce “sintetici” perché mette insieme cose che prima non stavano. Hanno il pregio di accrescere la conoscenza, ma so che sono veri con l’esperienza, infatti sono a posteriori. Il difetto è che non sono universali e necessari. (Ovvero: valere per tutti e non poter essere diversamente.)
La scienza non si basa su nessuno di questi giudizi, quindi inventa il terzo tipo: sintetici a priori: essendo “a priori” sono universali e necessari ed essendo “sintetici” accrescono la conoscenza, perché derivano dall’esperienza.

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