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Idealismo di Fichte

L'idealismo di Fichte è definito etico perchè tutti i processi dell'uomo sono finalizzati all'agire pratico. L'io empirico deve riconoscere anche agli altri questo scopo, cioè quello di compiere sempre un'azione morale. L'uomo deve agire in modo tale che l'umanità nel suo complesso sia sempre più libera: farsi liberi e rendere liberi gli altri per una completa attrazione della moralità umana è quello che viene chiamato "lo streben" sociale dell'io. La ragione ha la capacità di mettere a tacere la sensibilità e quindi ci riconduce alla libertà. La missione è guidare l'umanità verso questo perfezionamento infinito; condurre gli altri alla consapevolezza dei propri bisogni, a una conoscenza dei doveri spirituali e morali dell'uomo. Lo stato potrebbe anche non esserci se l'uomo agisce moralmente, è uno strumento ma non un fine, un mezzo per far si che l'uomo diventi sempre più libero. Fichte è convinto che questo fine non si possa raggiungere in maniera veloce,ma è frutto di un lento processo. Egli cambierà la sua ottica di pensiero al riguardo,. I "discorsi alla nazione tedesca": Fichte non parla di stato perchè ancora non esisteva l'idea di Stato. Fa questi discorsi perchè Napoleone aveva occupato la Prussia, era un modo per rivendicare la propria autonomia.

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