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Scetticismo di Hume

Le affermazioni di Hume riguardo agli ambiti della scienza, che non sia la matematica, conducono alla scetticismo perché è assodato che tutta quanta la conoscenza umana è costituita di impressioni e queste non sono altro che un fluire continuo di immagini, di fenomeni ed a tali immagini e fenomeni si riduce la realtà del soggetto e delle cose.
Hume però non è radicalmente scettico, anche perché lo scetticismo totale presenta una intima contraddizione in quanto lo stesso dubitare, per coerenza, dovrebbe essere allo stesso modo sottoposto al dubbio. Inoltre egli sa che il dubbio assoluto è negazione della vita dal momento che distrugge ogni impulso, ogni desiderio: chi dubita, difatti, non è sospinto ad agire, ad impegnarsi, ed è così condannato all’inerzia. Perciò egli afferma che la natura umana, contro la ragione, è portata istintivamente a credere che alle impressioni corrisponda necessariamente una realtà esterna, che esista l’anima spirituale, e che infine abbiano validità quei principi che la tradizione ed il senso comune considerano veri.

Di conseguenza, alla ragione critica e scettica, che spinge al dubbio conoscitivo, si oppone la natura istintiva e pratica che invita a credere e ad operare, e, perciò, lo scetticismo di Hume non è totale.

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