David Hume

Accetta il programma di Locke e di Berkeley.
Ogni idea deriva dall'esperienza, ma da quale esperienza? I contenuti mentali sono di due tipi: impressioni (di natura ottica, acustica) che sono chiari e distinti e obbligatorie idee sono meno chiare, non obbligatorie e derivano dalle impressioni.
Idee: sono sempre copie (chiare) di impressioni precedentemente avute (ricordi).
Ogni idea che non abbia un corrispettivo impressionale non è valida.
Bisogna vedere da quali impressioni derivano per poter stabilire il valore.
Se un ragionamento non ha una base sperimentale non è valido.

Critica all'idea di Causa

Per causa e effetto non intendiamo una successione di avvenimenti, sono strette nel rapporto causa – effetto.
Ammettiamo che a) sia la causa e b) l'effetto, c'è un rapporto cronologico necessario, ogni qual volta che la fiamma c'è, c'è anche il combustibile. Ogni qual volta c'è a) segue b).

Rapporto di logica necessaria ed inevitabile. La loro base sperimentale non è esterna.
Ammettiamo che succeda questo, sono idee che hanno un valore, ma la necessità di successione data dai sensi esterni, non c'è.
La fiamma ha un corrispettivo esterno è giusto. Fino ad ora le fiamme hanno sempre bruciato, non lo posso dire e nemmeno per quanto riguarda il futuro perché non è sperimentabile.
Da che cosa potrebbe derivare la successione? Successione necessaria: triangolo, tre angoli, tre lati.
Ma fuoco e bruciare non è una successione necessaria, dalla causa a) non si può dedurre b), perché b) è diverso da a). Allora deve derivare dall'esperienza, ma per il futuro come si fa?

Logica associazionistica o analogica

Diversa da quella classica che parla di libertà nei processi mentali. Invece quella associazione ritiene che l'uomo deve seguire degli iter.
Il ragionamento è un insieme di associazioni.
1) associazione di somiglianza o dissomiglianza
2) associazione per contiguità (vicinanza) spaziale o temporale
3) associazione per causa effetto.

1) Ho visto per un certo periodo di tempo, 2 gemelli, vedendo uno io penso all'altro, è spontaneo. La vista del bianco può condurre all'idea di nero.
2) Ho visto degli oggetti vicini spazialmente per tante volte, se vedo uno di questi penso anche gli altri. Quando suona la campanella penso all'uscita, non c'è obbligatorietà.
3) Il cervello è costretto ad unire a) e b) ma è una necessità interna. Il fuoco brucia io so che la combustione scaturisce sempre dalla fiamma perché è stato sempre così e sarà anche nel futuro così.

Logica classica: da libero arbitrio all'uomo.
È una conclusione che non ha nessuna oggettività. Forse la fiamma brucerà in futuro, ma non lo possiamo sapere.
es. una persona che ha preso il vizio di fumare pensa che non può vivere senza fumare, idea soggettiva che diventa oggettiva. Non c'è nessuna conoscenza oggettiva la necessità è una aggiunta nostra obbligatoria ma necessaria.
In conclusione né la logica né l'esperienza sono in grado di fondere il principio di casualità e quindi soggettiva la necessità del rapporto causa – effetto.
Sarà perché siamo abituati: legge dell'associazione per contiguità temporale. Cause simili / in circostanze simili / produrranno effetti simili.
Non è dunque la ragione la guida della vita, ma l'abitudine (la causa deriva da una abitudine mentale).

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