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Hume: la scienza della natura umana

Metodo sperimentale ed empirismo

Partiamo dal presupposto che Hume ritiene Locke il suo caposcuola e appoggia le teorie di quest’ultimo riguardo la critica delle idee innate e la sua convinzione che la conoscenza deriva dai sensi ed è soggetta all’esperienza, presupposti che porteranno Hume ad un punto d’avvio per un itinerario filosofico empirista. Egli innanzitutto pone al centro della sua riflessione filosofica la natura umana al fine di costruire “una scienza della natura umana” e adotta il metodo sperimentale baconiano e newtoniano contrastando quello deduttivo di Cartesio privilegiando invece quello induttivo. Per Hume la scienza significa un sapere rigoroso e fondato sull’esperienza concreta e l’originalità della sua filosofia è la capacità di adottare il metodo sperimentale allo studio della natura umana con particolare attenzione alla Morale.

Un sistema unitario del sapere:
Hume vuole costruire una scienza unitaria dell’uomo sulla base del postulato newtoniano dell’uniformità della natura. Questa scienza ha 4 discipline fondamentali: la logica che studia le operazioni del nostro intelletto, la morale e l’estetica che indagano il sentimento e il gusto , e la politica che considera gli uomini in quanto essi formano la società.

La percezione: impressioni e idee

Dato che il suo metodo è empirista e quindi afferma che le idee sono soggette all’esperienza, la natura umana è indagata da Hume dal fondamento primario di ogni nostro rapporto con la realtà e quindi nella percezione. La percezione è alla base di tutte le nostre conoscenze: essa è alla mente umana chiara ed evidente. Le percezioni sono di due tipi: impressioni e idee. L’impressione si ha in due casi: quando proviamo un'emozione e quando i sensi ci trasmettono le immagini degli oggetti esterni. Invece un idea si ha quando la nostra mente riflette su una cosa. La differenza tra idee e impressioni sta nel “grado diverso di forza e vivacità col quale colpiscono la nostra mente e penetrano nella coscienza”

Il rapporto di causalità tra impressioni e idee

Un impressione consiste sul provare passioni ed emozioni ed avere sensazioni mentre l’idea consiste sul pensare alle emozioni e alle passioni già provate. Es: impressione è di chi sente dolore per una ferita mentre un idea è il ricordo della ferita. Tra l’una e l’altra c’è una somiglianza:ogni idea ha un impressione che le somiglia e a cui corrisponde. Quindi le idee sono il riflesso indebolito delle impressioni. Non possiamo pensare a nessuna cosa che non abbiamo precedentemente visto o sentito ossia di cui abbiamo avuto l’impressione corrispondente (non sapremo il colore azzurro se non avessimo guardato il mare). Quindi analizzando le nostre idee notiamo che sono sempre una copia dell’impressione precedente.

Un'impressione come criterio di verificazione

La funzione della mente è quella di comporre e associare le idee: queste sono derivate dalle impressioni che forniscono alla conoscenza il materiale che ha bisogno. Se abbiamo un idea di un termine metafisico al quale non riusciamo a far risalire nessuna impressione dobbiamo concludere che quel termine è privo di significato. Quindi tutte le idee devono corrispondere a delle impressioni. Questo è per Hume un decoroso criterio di verifica delle nostre conoscenze.

LA CONOSCENZA UMANA

L’inconoscibilità della causa delle sensazioni;
Secondo Hume rispettando i canoni della sua scienza della natura umana la causa delle sensazioni deve sottostare all’esperienza: ogni ragionamento deve fondarsi sulle percezioni evitando ogni ipotesi metafisica.
La memoria e l’immaginazione:
Le idee producono delle impressioni ad esse corrispondenti attraverso due modi: la memoria, che conserva le impressioni nella loro forma originale, e l’immaginazione che le mescola e le compone svolgendo un attività di analisi e sintesi. Es una modalità di sintesi è quando pensiamo ad una montagna d’oro..unione di idea di montagna e di oro.

Il principio di associazione

La mente umana conosce attraverso il principio di associazione: l’uomo per conoscere non fa altro che avere continuamente delle percezioni, le quali inizialmente sono forti e vivaci (quindi delle impressioni), nel ricordo e nell’immaginazione esse vanno via via sbiadendosi (abbiamo quindi le idee). La mente umana associa le idee alle impressioni secondo un principio definito di associazione che si distingue in 3 casi: la somiglianza, quando associamo idee simili tra di loro, la contiguità, quando associamo quelle idee che in maniera costante nel tempo e nello spazio si mantengono simili (colosseo-roma), la causalità (fuoco è la causa del fumo).

Teoria delle idee astratte

Le idee astratte e tutte le idee generali sono idee particolari congiunte ad un certo nome che da loro significato più esteso e fa si che siano richiamate altre idee particolari tra di loro.
Conoscenza astratta ed empirica:
secondo Hume ci sono 2 forme di conoscenza: la conoscenza astratta, propria della matematica e la Conoscenza empirica che pone rapporti tra impressioni.
La conoscenza astratta formula proposizioni certe e pone relazioni tra idee ed è necessaria in quanto si fonda sul principio di identità secondo cui date determinate idee non è possibile il contrario della relazione che tra esse viene posta. La conoscenza empirica invece si occupa di fatti di cui la conoscenza è solo probabile e mai necessaria. L’uomo conosce in modo certo ma astratto o in modo concreto ma solo probabile.

Conoscenza matematica

Ricordiamo ad esempio come Galilei fece della matematica come l’unico mezzo per indagare la natura. Beh secondo Hume la matematica perde questa capacità e attribuisce a questa scienza un origine empirica: Gli enti della matematica hanno un origine sensibile, il pensiero matematico che è astratto analizza le relazioni tra questi enti indipendentemente dalla loro origine empirica.

Conoscenza sperimentale

Per Hume la matematica è solo uno strumento che aiuta la scienza nella descrizione degli aspetti quantitativi della realtà. Ciò lo allontana molto da Cartesio e Galilei che avevano applicato il calcolo matematico alla spiegazione della realtà.

PRINCIPIO DI CAUSALITA’

Il fondamento del principi odi causalità

Il principio di causalità è uno dei temi principali della filosofia di Hume. Egli afferma che in base a qst principio l’uomo è capace di fare previsioni che oltrepassano nella conoscenza dei fatti la nostra esperienza. Egli innanzitutto da empirista non nega l’evidenzia dei sensi e proprio riguardo ciò egli afferma che la scienza sperimentale si basa su qst fondamento secondo il quale essa postula una previsione prevedendo un interferenza tra causa ed effetto.
Concetto di abitudine e le ipotesi scientifiche.
Che ne sappiamo che il legame causa effetto è sempre certo??(esempio delle palle da biliardo).
Per Hume questa certezza assoluta non ha alcun fondamento anzi il principio di causalità non si fonda sulla ragione ma sull’abitudine.

Relazione di causa effetto

Tutti i ragionamenti sulla causa e l’effetto sono fondati sull’esperienza: come farebbe Adamo a capire che una palla in movimento toccando una palla immobile le da movimento? Solo vedendo il fenomeno e costatando più volte che succede così.

Regolarità della natura e concetto di credenza

Hume continua dicendo che nel principio di causalità non c’è una spiegazione razionale e solo l’abitudine e l’esperienza ci indice a supporre che ciò che era avvenuto in passato accadrà anche in futuro. Ma anche qst abitudine non è provata ed è retta da un postulato della regolarità dei fenomeni naturali. Secondo Hume l’uomo è portato a credere alla regolarità della natura secondo una disposizione abitudinale e psicologica che lo spinge ad assumere determinate aspettative su degli eventi e fondare su di essi l’intero corso della prp vita. Non vediamo causa ed effetto ma solo successioni di eventi ai quali per abitudine attribuiamo il carattere di necessità. L’abitudine genera così la credenza che è un evento futuro che continuerà a verificarsi in un determinato modo e non in un altro.

Il carattere probabilistico delle scienze sperimentali

Spiegate le credenze ecco spiegato anche il perché noi evitiamo il fuoco per non bruciarci o altre azioni simili: è tutto comandato dall’abitudine ma si badi bene che l’abitudine spiega il perché noi crediamo alla necessita dei nessi casuali ma non da una spiegazione razionale della necessità. Quindi l’abitudine è alla base del principio di causalità e la credenza e l’abitudine sono anche il fondamento della scienza naturale.

Critica della metafisica

La sostanza secondo Hume non è altro che l’insieme di impressioni e di idee unite dalla nostra immaginazione. L’idea di un corpo non è altro che l’insieme di numerose percezioni(colore odore gusto). Domandarsi che i corpi esistano è inutile:è tutta una questione di credenza. Solo l’abitudine e l’immaginazione ci portano a pensare il mondo come qualcosa di reale e di durevole. Ma non può esservi tuttavia nessuna prova necessaria in quanto non è possibile affermare che la realtà del mondo materiale sia la causa delle nostre percezioni. Noi non percepiamo propriamente alcun corpo, ma solo certe impressioni che penetrano dai sensi e che la mente attribuisce loro esistenza corporea. Ma la ragione non ci può dare mai una certezza sull’esistenza di tali corpi.

L’io e un fascio di percezioni

Reale è per Hume soltanto ciò che viene percepito dalle nostre impressioni mentre vero è soltanto ciò che si consegue nell’attimo dell’impressione mentre qualsiasi anticipazione futura ha sempre valore probabile. Il nostro “common sense” ha bisogno di credere nell’esistenza del mondo e nella regolarità del tempo, nello stesso modo noi crediamo nell’esistenza dell’ IO o spirito al quale noi attribuiamo una prova fittizia della sua esistenza infatti l’esperienza che noi abbiamo del Io è giusto il flusso delle nostre percezioni. L’io non è quindi una sostanza ma un fascio di percezioni in continuo cambiamento. Così perdono valore tutte le dottrine metafisiche pronte a dimostrare l’immortalità dell’anima.
Scetticismo moderato di Hume.
Le conclusioni a cui arriva Hume possono definirsi chiaramente scettiche: se l’uomo non ha altre conoscenze al di là delle sue percezioni e le scienze non conducono a generalizzazioni probabili allora tutte le convinzioni radicate nel nostro “common sense” sono da ritenersi prive di fondatezza razionale. Ma la filosofia di Hume non deve essere intesa come uno scetticismo distruttivo anzi egli è convinto che l’impossibilità di dimostrar le nostre credenze non debba farcele respingere. L’uomo deve solo abbandonare la pretesa di possedere verità assolute. Perciò quello di Hume è uno scetticismo moderato.

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