Mongo95 di Mongo95
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Hume distingue gli oggetti del pensiero in due classi: le “relazioni tra idee” e le “relazioni tra materie di fatto”. Le prime si possono scoprire con una semplice operazione del pensiero e sono certe sia intuitivamente che dimostrativamente. Le secondo non sono mai evidenti di per sé e non possono essere vere a priori, cioè indipendentemente dall’esperienza. Sulle relazioni tra idee si basano le scienze deduttive e formali, come la matematica e la logica; le relazioni tra materie di fatto sono invece l’oggetto delle scienze empiriche, come la fisica. Queste ultime, a differenza delle altre, fanno uso sia di procedimenti deduttivi sia di procedimenti induttivi. L’induzione amplia le conoscenze, ma non è in grado di offrire le dimostrazioni rigorose della deduzione. Viceversa, la deduzione è capaci di dimostrare, ma non amplia le conoscenze. I fatti, dice Hume, sono indipendenti gli uni dagli altri; fra loro non vi è relazione logica che leghi le proposizione che dei fatti parlano. Nemmeno l’indagine più accurata può stabilire un legame necessario fra una supposta causa e un effetto, perchè l’effetto è totalmente differente dalla causa, quindi non può essere scoperto in essa. Fra la causa e l’effetto non vi è nessuna connessione logica. Cause ed effetti si possono scoprire non per mezzo della ragione, ma per mezzo dell’esperienza. Ma la sola cosa che possiamo apprendere dall’esperienza è una frequente congiunzione tra fatti. Il fatto è che i nostri comportamenti si sono basati su associazioni risultanti dall’abitudine. Le esperienze passate non sono sufficienti a dare certezza alle previsioni, ma solo una probabilità più o meno grande.

Hume dà dunque dell’induzione una giustificazione psicologica: siamo per la natura della nostra mente portati a fare inferenze induttive e a stabilire rapporti di causa ed effetto, ma è impossibile giustificare l’induzione logicamente. Non c’è nessuna ragione logica per preferire a priori una spiegazione ad un altra. Solo l’esperienza consente di dare alle nostre spiegazioni e ai nostri ragionamenti una maggiore o minore probabilità. Hume non nega affatto valore alle scienze empiriche; né che queste possano acquisire un rigore logico-dimostrativo pari a quello delle matematiche.

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