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La concezione religiosa di Hume

Hume, uno dei più illustri e più fedeli interprete dell’empirismo, afferma che non è possibile dimostrare l’esistenza di Dio, sostanza spirituale. Pur tuttavia riconosce che l’uomo è portato istintivamente e naturalmente dal sentimento a credere in Dio. dal momento che ha bisogno di protezione e di aiuto contro l’angoscia del mistero da cui è avvolto, che circonda la sua esistenza. Per questo motivo, dall'empirismo tutto e, in particolare, da Hume Dio viene immaginato come un essere perfetto che, da un universo autonomo, indipendente, trascendente, si occupa del mondo; l’uomo, particolarmente animato da questo pensiero, si sente spronato, quasi moralmente obbligato a vivere intensamente poiché ha totale fiducia nell’appoggio divino.

Quali sono le conclusioni a cui giunge l’empirismo

L’empirismo che incomincia, con Bacone e con Hobbes, con l'affermazione che il mondo è reale, attraverso Berkeley giunge a dichiarare, insieme a Hume, che la natura non esiste, o almeno non può essere conosciuta mediante l’esperienza sensibile e non può essere stabilita quindi nessuna corrispondenza fra le percezioni umane e l'essenza delle cose. La posizione perciò si capovolge: si inizia con la fiducia e con la certezza e si conclude col dubbio e con lo scetticismo.

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