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Hobbes


Materialismo e fenomenismo

L’orientamento di Hobbes è di tipo materialistico e meccanico: oggetto della conoscenza è la materia. Bisogna partire dall’annichilimento del mondo per poi poterlo ricostruire in modo rigorosamente deduttivo.
Immaginiamo che il mondo sparisca e rimangano solo la materia, il movimento e le leggi naturali. I principi dell’esistenza del mondo che ne derivano sono:
• Le cose esistono fuori di noi  materialismo
• Possiamo conoscere le cose solo come idee nella nostra mente fenomenismo
• Le evidenze sono:
1) l’esistenza dello spazio (in quanto le cose sono esterne a noi)
2) L’esistenza del tempo (rappresentazione dei cambiamenti secondo il prima e il poi)
3) L’esistenza dei corpi materiali
4) L’esistenza del movimento
Spazio e tempo sono fenomeni. Poiché lo spazio è un’esteriorità che non sussiste di per sé, ad esso occorrerà riferire i corpi: gli oggetti che esistono effettivamente fuori dal soggetto la realtà è per intero materiale.
Il corpo e il movimento sono il fondamento dell’intero sistema (materialismo rigoroso). Soltanto i corpi esistono oggettivamente e possono essere conosciuti con i sensi. Il movimento è la dinamica delle passioni umane.
Analisi delle reazioni dei corpi regolate dal principio causale: la fisica è ricondotta alla rappresentazione geometrica e al movimento (la linea è il movimento del punto, la superficie della linea…). Il punto è la quantità minima di materia alla quale corrisponde il movimento minimo: il conato. Da queste nozioni Hobbes costruisce un’interpretazione meccanicistica della fisica e della psicologia.

Metodo induttivo e deduttivo

Le sensazioni sono l’origine dei pensieri e degli atti volontari. La sensazione è l’unico strumento che l’uomo ha per conoscere il mondo esterno e non è possibile superane i limiti. Per via deduttiva si delineano due modalità distinte della conoscenza: conoscenza sensoriale --> metodo induttivo (dal particolare al generale) e conoscenza deduttiva (dal generale al particolare) che però è possibile solo se i principi generali sono già dati o stabiliti dall’uomo. Quest’ultimo procedimento in fisica rimane solo ipotetico.
La sensazione non ci dà però né la conoscenza vera della realtà, né la possibilità di formulare proposizioni universali, ma per suo tramite possiamo conoscere unicamente i fenomeni (ciò che appare a noi). La sensazione è una risposta agli organi di senso però l’uomo non sente gli oggetti ma i cambiamenti indotti dagli oggetti nel suo corpo. Quando lo stimolo sensoriale cessa l’immagine prodotta permane in una sensazione illanguidita. Dalle sensazioni hanno origine le immagini e quindi il pensiero, flusso di immagini, il quale può essere causale o regolato da un desiderio, uno scopo. Quando si desidera qualcosa si cerca il mezzo per conoscere ciò che causa quell’effetto: processo in comune con gli animali. Procedimento proprio dell’uomo è invece procedere dalla causa agli effetti cioè immaginare gli effetti che possono provenire da qualcosa.

Il linguaggio

Usando termini generali siamo in grado di costruire ragionamenti tanto validi, quanto è esteso il termine adoperato. I nomi propri indicano singoli individui mentre i nomi comuni indicano un insieme di individui raccolti insieme sulla base di somiglianze. La conoscenza è soggettiva quindi dovremmo usare solo nomi propri ma è più pratico usare i nomi comuni per richiamare alla mente un qualunque oggetto. Il linguaggio è sempre convenzionale perché gli universali sono strumenti ai quali non corrisponde nessuna realtà. Tramite il linguaggio l’uomo può compiere operazioni sulle immagini ed elaborare la conoscenza il linguaggio consente il ragionamento.
L’uomo pensa sostituendo alle realtà fisiche dei simboli (le parole) sui quali può operare, combinandoli in vario modo, perciò la verità è nel discorso, non nelle cose.
L’errore si distingue dalla falsità perché riguarda l’ambito pratico, non quello teorico.
L’unica scienza è la geometria costruita su proposizioni stabilite dall’uomo, così come la morale e la politica.

De Corpore
Il De Corpore è organizzato secondo schema deduttivo, tramite il quale vengono fissate regole del metodo. Si individua una struttura geometrica del mondo; il modello così definito viene applicato alla realtà conoscibile dai sensi. Occorre definire un metodo per la filosofia…
La filosofia, cioè conoscere la causa di un fenomeno, significa essere capaci di produrre o riprodurre tale fenomeno. La filosofia è fondata sul ragionamento: ciò equivale a unire o separare i concetti tramite “addizione” o “sottrazione”: ogni conoscenza filosofica può essere ricondotta al calcolo. Il ragionamento è finalizzato a ripercorrere e ricostruire la genesi del fenomeno individuandone le cause la scienza implica il fare. Es. nella geometria: conoscere il cerchio significa saperlo generare.

Hobbes considera la politica una scienza dimostrabile con lo stesso rigore della geometria. Hobbes dichiara non conoscibili l teologia (perché se cioè che esiste è tutto materia, o Dio è corporeo o Dio non esiste e quindi può essere considerato solo come oggetto di fede, non conoscibile pienamente), mentre dichiara legittimi di filosofia la natura e la società.
Hobbes è un empirista o un razionalista?
Empirista: la conoscenza della natura parte sempre dalla sensazione ed è solo relativa ai corpi.
Razionalista: solo quando i principi costitutivi dell’oggetto sono noti a priori si può parlare di scienza.
Egli non è né empirista, né razionalista: esistono ambiti distinti della conoscenza a ognuno dei quali è applicabile un metodo specifico (empirista/induttivo o razionalista/deduttivo). Hobbes coglie i limiti dell’empirismo.
Le uniche scienze sono la filosofia naturale e la filosofia civile. Il progetto di Hobbes è finalizzato all’elaborazione della scienza della società.

Le passioni

L’analisi delle passioni viene presentata più volte da Hobbes. La spiegazione delle passioni muove da un “movimento vitale”: tutto ciò che favorisce la conservazione e l’incremento del movimento vitale provoca una reazione di piacere e tutto ciò che lo ostacola provoca dolore. Ne deriva in modo deduttivo l’amore verso la causa del piacere e l’odio verso la causa del dolore.
“Buono” e “cattivo” non sono proprietà delle cose o delle azioni ma reazioni delle singole persone; sarà poi il potere con l’istruzione della società a determinare mediante la fissazione di leggi positive ciò che è “bene” e ciò che è “male”: non esiste una morale originaria.
Il comportamento umano è studiabile scientificamente e prevedibile e perciò non può essere modificato dalla volontà individuale l’uomo non è libero di volere o non volere perché gli atti dell’uomo sono determinati da una catena di cause. Determinismo: libertà come assenza di costrizioni esterne.

Teoria dell’assolutismo

La tendenza naturale a soddisfare i propri desideri mette ogni uomo in competizione con gli altri uomini; in uno stato di guerra di tutti contro tutti la vita non è garantita e non è sviluppabile una civiltà perché ogni individuo impegna tutte le sue energia nella lotta per la sopravvivenza. L’uomo per sua natura è lupo per l’altro uomo, homo homini lupus.
Nello stato di natura non esistono diritti se non il diritto di ognuno su tutti; ne consegue infelicità e insicurezza occorre cercare la pace: legge fondamentale di natura, dettata dalla ragione.
Le leggi di natura cioè dettare dalla ragione sono 3:
1) evitare il conflitto permanente che metterebbe a rischio la sopravvivenza i ognuno.
2) L’uomo deve essere disposto a deporre questo diritto a tutte le cose; la rinuncia che fonda il patto sociale riguarda tutti i diritti con la sola eccezione per la conservazione della propria vita.
3) La legge della ragione spinge l’uomo a rinunciare al proprio diritto su ogni cosa per cercare la pace: mantenimento dei patti.
L’esigenza della reciprocità e quella dell’assicurare la propria conservazione origina il patto sociale.
Il Leviatano (mostro che incute paura a tutti) è un titolo che è stato scelto per mettere in evidenza l’assolutismo del potere statale: lo Stato creato dagli uomini non tollera alcuna opposizione.
La garanzia che il patto di rinunciare al proprio diritto su tutto sia rispettato, viene data da un ente con il potere di imporne il rispetto: lo Stato.
Il sovrano tuttavia rimane al di sopra del patto, non ne è vincolato: monarchia assoluta--> il re è superiore alla legge. Il sovrano rappresenta lo Stato e i sudditi gli devono obbedienza assoluta.
Il carattere totalitario del patto implica l’immedesimazione di ogni individuo con il potere (considerarlo come espressione della propria persona), dal quale si costituisce una volontà collettiva, individuo collettivo lo Stato fa di una moltitudine un popolo. Esso è un’entità unica soltanto quando si incarna in un rappresentante re/assemblea. Il potere dello Stato deve essere privo di limitazioni.
L’unica libertà è quella relativa agli ambiti per in quali non esistono leggi positive. Tutti i poteri devono far capo ad un’unica persona o assemblea in modo che non ci siano contrasti. Più tardi si verrà a formare una società civile regolata da proprie leggi indipendente dal potere politico. (società civile = Stato).
Compiti del sovrano sono conservare integri i diritti di sovranità, istruire il popolo per fargli conoscere i principi fondamentali della Stato, ed educare il popolo ad obbedire.
La conservazione dello Stato è minacciata da molte infermità:
• Nel caso in cui lo Stato si costituisca con poteri insufficienti
• Lo Stato non tollera poteri autonomi al proprio interno, né privilegi: la legge è uguale per tutti, tutti i sudditi sono uguali davanti alla legge.
 la monarchia assoluta ha consentito di superare le istituzione e le strutture medievali anche se è stata poi sostituita con una monarchia costituzionale.
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