Ominide 104 punti

Il testo è tratto dall'opera di Galileo "Dialogo sui due massimi sistemi del mondo". Il testo è scritto in forma dialogica come ci suggerisce il titolo dell'opera, e gli interlocutori sono tre:Simplicio, Sagredo e Salviati. Simplicio è un sostenitore della dottrina aristotelica, Salviati si presenta come un assertore della teoria copernicana mentre Sagredo è l'interlocutore neutrale che anima la discussione spinto dalla sua naturale curiosità.
Il testo si presenta appunto come un dibattito, aperto da Simplicio il quale aveva fatto nuove considerazioni riguardo alle argomentazioni della Prima Giornata e nel punto di nominare Aristotele viene interrotto da Sagredo.
A questo punto Sagredo in contrasto con ol'argomentazione di Simplicio prosegue la discussione portandola sul piano empirico, discostandosi dal dogmatismo che caratterizza la cultura accademica e basandosi soltanto sulla sua esperienza, introducendo così l'episodio del "notomista". Questo episodio e la descrizione dell'invenzione del telescopio riportata da Salviati si pongono come una critica all'ipse dixit, mettendo in evidenza l'irrazionalità del principio stesso ma soprattutto degli aristotelici i quali si sono appropriati del pensiero di Aristotele per farne una dottrina alla quale sostenersi per avere una sicurezza. Da qui diventa chiara la debolezza di Simplicio e dei tradizionalisti:la paura dell'ignoto scaturita dalla loro dipendenza da un ideale astratto di perfezione il quale non può essere deturpato dalla sensibilità terrena.

La figura di Simplicio risulta essere minimizzata dai due avversari che servendosi della loro ironia, (evidente nella parte iniziale del testo in cui Sagredo sogghigna mentre Simplicio sta per nominare Aristotele) riescono a sradicare brillantemente la posizione dell'aristotelico. Il dialogo assume quindi un carattere teatrale grazie alla vivacità del dibattito e all'introduzione dell'elemento comico, inoltre alcuni momenti rivelano una forte tensione caratteristica del genere drammatico, per cui Campanella la descrive come una "commedia filosofica". Rilevante è anche il linguaggio nella determinazione della personalità dei tre interlocutori. Simplicio imita appunto il parlare dell'intellettuale accademico, seppure egli si esprima in lingua volgare risulta comunque essere ancora legato a determinate terminologie e a complesse costruzioni logiche come il sillogismo. Il sillogismo è un'argomentazione logica nella quale da due preposizioni (una maggiore e una minore) legate tra loro da un termine comune, se ne deduce una terza. Simplicio e Sagredo utilizzano un linguaggio sintatticamente più scorrevole. Galilei parlava appunto di "realismo del linguistico", ossia di un linguaggio che si prestasse ad esprimere i concetti in modo più chiaro rispetto al latino, un linguaggio nuovo che andava "scoperto" e arricchito ma sopprattutto che potesse essere compreso da tutti e non solo dalla ristretta cerchia di dotti; in questo senso lo possiamo intendere come il risvolto espressivo dell'atteggiameno scientifico di Galilei.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove