Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Galilei sostiene che la realtà abbia una struttura matematica, ma riconosce i limiti della matematica disponibile per descrivere la complessità della natura.
  • Per ottenere una conoscenza stabile del mondo, Galilei propone di migliorare la matematica e di ignorare fattori di interferenza non rilevanti nelle descrizioni geometriche.
  • La sua metodologia include l'uso di esperimenti mentali, dove i fenomeni naturali vengono immaginati in condizioni ideali, escludendo le interferenze ambientali.
  • Nel caso dello studio del moto dei pianeti, Galilei suggerisce di considerare proiettili aerodinamici per minimizzare l'impatto dell'aria sul loro movimento.
  • Galilei considera essenziale che l'esperienza guidi gli aggiustamenti tecnici per migliorare le descrizioni matematiche dei fenomeni fisici.

Qual è la matematica di Galilei?

Anche in ragione del fatto che Galilei, in questo platonico, ne è profondamente convinto, la stessa struttura della realtà è matematica. Ma la strumentazione matematica di cui lo scienziato dispone è molto limitata e non è sufficiente a descrivere compiutamente e a spiegare la varietà infinita della natura. Per far questo, lo scienziato dovrebbe conoscere la matematica infinita di Dio, che è alla base della struttura geometrica del mondo e delle leggi che governano la natura.

Conoscenza stabile del mondo

Ciò non significa che l'uomo non possa conseguire una conoscenza stabile e verace del mondo. A questo fine, Galilei propone di operare in due direzioni differenti, tra loro complementari:

1. progredire nella conoscenza matematica, per essere così in grado di produrre descrizioni matematiche il più possibile vicine e approssimate all'effettiva configurazione geometrica dei fenomeni fisici studiati prescindendo dalle discrepanze ininfluenti (possiamo tranquillamente considerare parallele due torri vicine, anche se sappiamo che in realtà esse convergono alla base, essendo la Terra rotonda);

2. prescindere da fattori di e interferenze: tali fattori sono difficilissimi da calcolare; se tenuti presenti, essi impedirebbero o renderebbero complicatissima la descrizione geometrico-matematica del fenomeno studiato. La teoria deve quindi fare astrazione da essi e non tenerne conto, lasciando che sia l'esperienza a suggerire gli aggiustamenti tecnici più efficaci. Nel caso della legge sul moto dei pianeti, si dovrà per esempio pensare a proiettili molto aerodinamici, che riducano l'impatto dell'aria sul loro moto.

Esperimenti mentali di Galilei

All'esigenza di superare discrepanze e interferenze tra leggi e modelli matematici ed esperienza della natura, si ricollega in Galilei il ripetuto ricorso a quelli che gli storici della scienza hanno definito "esperimenti mentali": il fenomeno non viene osservato nel suo concreto svolgimento, ma concepito «con gli occhi della mente» e immaginato, astraendo da interferenze e condizionamenti legati al particolare contesto terrestre, per esempio, nello studio della caduta dei gravi e del moto dei proiettili, per prescindere dalle

interferenze e dagli impedimenti indotti dalla densità dell'aria, immaginiamo che che quei fenomeni si svolgano non nelle concrete condizioni dell'atmosfera terrestre, nel vuoto, cioè in un mondo ideale (almeno al tempo di Galilei, perché in seguito quando divennero disponibili le camere del vuoto gli scienziati poterono realizzare effettivamente alcuni dei loro esperimenti senza l'interferenza dell'aria).

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo della matematica nella comprensione della realtà secondo Galilei?
  2. Galilei sostiene che la struttura della realtà è intrinsecamente matematica, ma riconosce che la matematica a disposizione è limitata e non può descrivere completamente la varietà della natura. Per una comprensione più profonda, sarebbe necessaria la "matematica infinita di Dio" (testo).

  3. Come può l'uomo ottenere una conoscenza stabile del mondo secondo Galilei?
  4. Galilei propone due approcci complementari: migliorare la conoscenza matematica per produrre descrizioni geometriche più accurate e ignorare fattori di interferenza che complicano l'analisi, lasciando che l'esperienza suggerisca gli aggiustamenti necessari (testo).

  5. Cosa sono gli esperimenti mentali e come li utilizza Galilei?
  6. Gli esperimenti mentali sono concezioni astratte che Galilei utilizza per superare le interferenze del mondo reale, immaginando fenomeni come la caduta dei gravi in condizioni ideali, come nel vuoto, per analizzare le leggi fisiche senza le complicazioni dell'atmosfera terrestre (testo).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community