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LOCKE LA CLASSIFICAZIONE DELLE IDEE

Critica delle idee innate:
Innanzitutto parlando di Locke dobbiamo differenziarlo da Spinoza per la sua aperta confutazione delle idee innate: per Locke non possono esistere idee che sono impresse nella mente dell’uomo da sempre in quanto per egli la mente umana in principio è come una Tabula Rasa, senza idee e senza conoscenza. La conoscenza è dovuta all’esperienza in quanto non è possibile che ci sia conoscenza cronologicamente antecedente all’esperienza stessa. Locke nel primo libro del Saggio quindi si pone contro i filosofi innatisti reputando la loro teoria erronea in quanto egli ,essendo un attento lettore di viaggi orientali e nei nuovi continenti, ha scoperto che l’idea di Dio che dovrebbe essere innata secondo questi filosofi o le regoli di morale in alcuni popoli “barbari o non occidentali” sono del tutto diverse dalle nostre o spesso non esistono proprio. Inoltre Locke contro quelle idee innate afferma che anch’esse ci sono state insegnate a noi durante la prima educazione e senza che noi ne avevamo la piena consapevolezza. Anche per quanto riguarda i principi logici egli afferma che non solo essi sono sconosciuti ai fanciulli e agli idioti ma anche da tutti coloro che non hanno avuto occasione per apprenderli.

Teoria delle idee:sensazione e riflessione.
Sullo studio delle idee, da dove discendono e la loro classificazione, è dedicato il “saggio sull’intelletto umano” di Locke. Qui egli paragona la mente allo stato primordiale ad un foglio bianco su cui le idee verranno incise man mano grazie all’esperienza che fornirà alla nostra mente tutti i “materiali” del pensiero. Secondo Locke l’esperienza è di due tipi: la sensazione, un esperienza esterna rivolta alle cose al di fuori di noi, e la riflessione, esperienza interna essendo rivolta ai fatti psichici all’interno di noi. Gli enti esterni venendo a contatto con i nostri sensi provocano le idee di sensazione che sono i primi atti del pensiero. Successivamente la mente rivolge attenzione a queste idee trasformandolo in idee di riflessione. Tutta la conoscenza ha origine da queste due fonti.
Qualità primarie e secondarie:
Quindi sensi e riflessioni ci danno quelle che Locke definisce idee semplici cioè quelle idee che corrispondono a singole qualità o riflessioni degli oggetti esterni. In accordo con il meccanicismo galileiano e cartesiano Locke distingue anche le qualità sensibili in primarie ossia quelle che derivano da più sensi (come la quiete l’estensione la solidità) e che sono quindi oggettive ossia corrispondono a caratteristiche dei corpi inseparabili da loro stessi, e qualità sensibili secondarie che sono al contrario derivate da un solo senso e sono soggettive (odori sapori) .
Idee semplici e idee complesse :
Le idee semplici costituiscono per Locke “i materiali della conoscenza” oltre le quali la mente umana non può né distruggerle e né inventarle. Inoltre la mente umana non è del tutto passiva anzi essa ha la capacita di combinare e comparare le idee semplici dando vita alle idee complesse. Tra le molteplici forme di idee complesse le più importanti sono le idee complessi di sostanza . Queste sono quelle combinazioni di idee semplici che rappresentano cose particolari sussistenti per se stesse (uomo, pecora sedia).
Critica dell’idea di sostanza:
Innanzitutto sussistono delle contraddizioni per quanto riguarda il concettosi idea di sostanza. Noi parlando di una sostanza ad esempio l’albero identifichiamo tutte quelle idee semplici di cui è composta questa sostanza (odore,forma colore) identificandolo con il nome che diamo alla sostanza che però a noi è oscura. Dato che quindi la sostanza è oscura essa corrisponderà ad un idea complessa altrettanto oscura. Al contrario le idee semplici risulteranno sempre a noi chiare e distinte. Inoltre oscure oltre alle sostanze materiali sono anche le sostanze spirituali: riguardo esse Locke non nega l’esistenza ma ne afferma tuttavia l’inconoscibilità: la mente umana non può andare oltre i fenomeni.


I limiti dela critica Lockeana della metafisica:
La filosofia di Locke avvia una critica delle metafisiche che orienterà profondamente l’illuminismo e in particolare Kant in una riflessione sul tema della sostanza Lokeana non esente da ambiguità.
In primo luogo Locke afferma l’inconoscibilità delle sostanze ma ne afferma l’esistenza; in secondo luogo accettando la distinzione tra sostanze materiali e spirituali egli non esce dall’orizzonte ontologico cartesiano; in terzo luogo come ricorderà Hume il concetto di idea è troppo generico e comprensivo( idea equivale sia alle sensazioni che i concetti astratti del pensiero).

L’analisi del linguaggio:
Sullo studio del linguaggio, l’origine dei nomi e il loro rapporto con le idee e le cose che esprimono è dedicato il terzo saggio di Locke. Per il filosofo inglese le parole sono segni delle idee di cui gli uomini si servono per fissare e ricordare e comunicare i loro pensieri. Ma dato che ogni idea è segno di qualcosa le parole saranno a loro volta segni dei segni delle cose. Il linguaggio quindi non esprime niente della realtà ma è solo un segno convenzionale delle idee: esso quindi non svela verità metafisiche ma è lo strumento attraverso il quale gli uomini indicano le proprie idee.

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