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Concetti Chiave

  • Fichte mantiene elementi kantiani, in particolare l'idea che il soggetto si realizza attraverso un'azione morale mai completamente conclusa.
  • Entrambi i filosofi riconoscono il limite dell'azione umana, con Kant che sottolinea la scissione tra essere e dover essere.
  • Fichte supera Kant proponendo una filosofia dell'infinito, dove l'Io è considerato infinito e non limitato dal noumeno.
  • Per Fichte, l'Io è sia principio formale che materiale della realtà, creando il Non-Io come frutto dell'Io stesso.
  • La dialettica fichtiana evidenzia l'impossibilità di comprendere completamente il mondo, simile al limite della critica della ragion pura di Kant.

Indice

  1. Continuità tra Kant e Fichte
  2. Superamento di Kant da parte di Fichte

Continuità tra Kant e Fichte

Tra la filosofia di Kant e quella di Fichte si possono trovare sia elementi di continuità che elementi di superamento. Continuità, da un lato, perché in Fichte il soggetto trova il senso del suo sé attraverso l’azione morale, ma questa azione non è mai conclusa fino in fondo (questo è appunto il limite della dialettica fichtiana); l’Io, cioè, determina il Non-Io mediante la libertà e il dovere (categorie kantiane) realizzandosi come sforzo mai concluso di spiritualizzazione del mondo. Anche nella filosofia kantiana, quando l’uomo agiva nel mondo non riusciva mai a raggiungere la compiutezza morale perfetta: l’essere era scisso dal dover essere. Kant diceva appunto che il limite dell’azione dell’uomo stava nella cosa in sé (noumeno); per questo c’era il bisogno di superare il limite della critica della ragion pura e di arrivare alla critica della ragion pratica che permetteva di accedere alla cosa in sé attraverso la morale. Questo, però, era uno sforzo mai concluso, così come nella filosofia di Fichte l’Io non riesce a dialettizzare tutto ciò che c’è nel mondo.

Superamento di Kant da parte di Fichte

Dall’altro lato, però, Fichte supera Kant: mentre il Kantismo è una filosofia del finito, l’idealismo di Fichte è una filosofia dell’infinito. Infatti, se per Kant l’Io era finito perché limitato dalla cosa in sé (noumeno; concetto pensabile ma non conoscibile), per Fichte l’Io è infinito poiché esiste tutto nell’Io e per l’Io. Per questo l’Io fichtiano è sia principio formale (cioè la forma della realtà) che principio materiale (l’Io crea cioè la realtà; il Non-Io è frutto dell’Io).

Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra l'azione morale nell'opera di Kant e quella di Fichte?
  2. Sia Kant che Fichte vedono l'azione morale come un processo incompleto; Fichte, in particolare, considera l'Io che determina il Non-Io attraverso la libertà e il dovere, evidenziando un limite nella dialettica fichtiana, simile a quello riscontrato da Kant nella scissione tra essere e dover essere.

  3. In che modo Fichte supera la filosofia di Kant?
  4. Fichte supera Kant proponendo una filosofia dell'infinito, dove l'Io è considerato infinito e crea la realtà, mentre per Kant l'Io è finito e limitato dalla cosa in sé, evidenziando una differenza fondamentale tra le due visioni.

  5. Qual è il significato del concetto di noumeno nella filosofia di Kant?
  6. Il noumeno, per Kant, rappresenta la cosa in sé, un concetto pensabile ma non conoscibile, che limita l'azione umana e richiede un superamento attraverso la critica della ragion pratica per accedere a una comprensione più profonda della realtà.

Domande e risposte

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