pexolo di pexolo
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Pico sostiene che l’uomo è un miracolo, inteso quale cosa straordinaria ed evento degno di ammirazione, che interroga nella sua eccezionalità (non ci si chiede se è un miracolo, ma perché), affermazione apolitica attribuita ad Abdullá Saraceno (non si sa chi sia, un autore ritrovato da Pico in una citazione), citato per giustificare e qualificare l’affermazione come assioma culturale universale. L’uomo non è un miracolo perché è l’essere più forte, ma anzi è proprio il più debole, non è né il più veloce, né il più intelligente (gli angeli sono più interessanti dell’uomo), ma perché possiede una dignità superiore all'animale più forte e agli stessi angeli: l’uomo è un miracolo perché Dio, dopo aver creato tutte le altre creature ed avendo dato a ciascuna specie un tratto particolare, si è ritrovato senza più doni, senza più caratteri specifici da attribuire all'uomo (ripresa del mito di Protagora), né qualcuno con cui condividere la meraviglia del mondo creato, allora costruì l’uomo come opus indiscrete imaginis, opera dall’immagine, natura e caratteristica indeterminata, non definita, cioè senza caratteristiche predeterminate. Ecco il miracolo: l’uomo è ciò che vuole, che opta (ciò che sceglie, ma anche che desidera: individua ciò che è, il suo Bene, l’oggetto di una tensione, che sente come Bene), è l’unico essere dotato di autentica libertà. La “mancanza di” si rivela come una qualità, è libertà, che vuol dire “essere ciò che si è”; se optare significa scegliere, allora l’uomo si definisce in base a ciò che sceglie: libertà è responsabilità, compito in quanto ruolo proprio del’umanità, di formarsi grazie a strumenti, o vie, offerti dalla cultura e consistenti nella cultura stessa (tradizioni, diverse vie e percorsi che hanno un comune obiettivo: la formazione dell’uomo; in tutte sono presenti strumenti per la coltivazione dell’intelligenza: la scelta, la morale e l’ideale dell’amore). Egli dimostra di avvertire l’esigenza dell’uomo come possibilità in gioco, la pluralità delle vie ma anche la loro concordia, in una struttura culturale funzionale all'uomo (per l’uomo).

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