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-Cultura Umanistico-Rinascimentale-

Con lo sviluppo della Cultura Umanistica e quello successivo e anche contemporaneo di quella Rinascimentale, si assiste ad una rinascita della Cultura e del porsi al centro del mondo dell’uomo.
L’uomo viene visto in continuità con la natura, visto che si trova immerso in essa; quindi l’Uomo dipende da Dio e si trova circondato dalla Natura.
L’Uomo si può porre al centro del mondo perché è in grado di agire, ossia di compiere un lavoro, e anche perché è un essere razionale dotato dell’intelletto.
Nell’Umanesimo si sviluppa l’Edonismo, ossia la ricerca della felicità, dei piaceri.
Viene ripresa la Cultura Classica Greco-Latina, poiché in essa vi sono gli esempi fondamentali di formazione e comportamento, quali Platone e Aristotele, che devono essere messi in relazione con la situazione presente.

-Umanesimo Civile-

Con “Umanesimo Civile” si intende il far primeggiare la vita attiva, cioè l’impegno nel mondo, nella vita pubblica, rispetto alla vita dedicata alla sola ricerca intellettuale.
Dunque l’impegno deve essere lo stile di vita dell’uomo.
Questa valorizzazione della vita civile porta con se una maggiore valorizzazione delle ricchezze, che premiano le attività.
Grandi esempio di città attiva nel lavoro è Firenze, dove i suoi cittadini erano principalmente attivi in ambito politico, soprattutto durante la presenza dei Medici a capo del comune.

-Umanesimo Settentrionale-

Per “Umanesimo Settentrionale” si intende quella corrente umanistica che si sviluppò nei territori di Francia, Germania ed Inghilterra.
La diffusione della cultura umanistica fu favorita dall’invenzione della stampa da parte di Gutenberg.
L’Umanesimo venne a contatto con le correnti religiose protestanti che stavano andando a formarsi.
Nel pensiero politico, invece, viene evidenziato il rapporto tra sapere e azione politica: gli uomini di cultura dovevano partecipare all’attività politica, poiché per mezzo delle loro conoscenze potevano essere d’aiuto per migliorare le varie situazioni.

-Erasmo da Rotterdam-

Erasmo da Rotterdam, olandese, nacque nel 1466 e morì nel 1536, fu l’Umanista più importante nell’Europa Settentrionale.
Egli proponeva una riforma morale e dei costumi della società, accompagnata da un recupero dei principi originari del Vangelo.
Criticava anche quella parte della società che secondo lui è follia, ossia compie atti considerati senza senso o inutili.

-L’Eredità dell’Umanesimo-

• Disponibilità opere dell’età classica Greco-Latina;
• Nuovo metodo filologico per leggere le opere;
• Senso storico, viene individuata la distanza che separa l’era antica da quella contemporanea;
• Pone in primo piano i problemi della convivenza civile e della comunicazione;
• La concezione di Uomo al centro del mondo;
• Rinascita delle varie arti.

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