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Auguste Comte - Vita e pensiero filosofico

Auguste Comte nacque a Montpellier nel 1798 da una famiglia ricca e borghese. Frequentò la scuola di Parigi fondata da Napoleone per formare una classe dirigente selezionata. Ma dopo la caduta definitiva di Napoleone l’Ecole Politechnique chiuse, Comte si trasferì a Montpellier presso la facoltà di Medicina, abbandonando gli studi in un secondo momento. Tornò a Parigi e si dedicò alla scrittura e vivendo di lavori precari. Egli morì nel 1857 tormentato da un matrimonio infelice, da crisi nervose.
È il padre del positivismo francese. Secondo lui il mondo moderno è disgregato culturalmente e per riorganizzare la società c’è solo un mezzo: la scienza. La società modello di Comte era la società medievale che era strutturata intorno a un sistema di credenze universalmente accettate. Per questo motivo la scienza è l’unica che può riorganizzare la società perché è l’unica che propone fatti positivi e concreti sui quali tutti sono d’accordo. In una società, cosi come avviene nella scienza, non ci dovrebbero essere né capi, né sudditi, né maggioranze e minoranze e nemmeno il libero arbitrio. La filosofia di Comte si definisce positivismo, in quanto Comte ritiene che la sua epoca sia il terzo stadio secondo la legge dei tre stadi, ovvero lo stadio positivo. Infatti, Comte pensa che tutte le scienze siano passate attraverso tre stadi: lo stadio teologico (soprannaturale); lo stadio metafisico (Razionale); lo stadio positivo, in cui prevale l’osservazione e si annullano sia l’astratto che il razionale. Nel primo stadio, teologico, tutti i fatti vengono spiegati attraverso cause soprannaturali ( divinità, demoni, spiriti) e quindi prevale una spiccata fantasia.

Nel secondo stadio, quello metafisico, la ragione prende il posto della fantasia quindi dà del reale spiegazioni razionali e perché conoscendo meglio la natura si abbandonano le immaginazioni e il soprannaturale. Nel terzo stadio, quello positivo, si trova la fase finale, ossia l’osservazione delle cose e l’esperienza sempre alla luce della ragione. Finalmente in questa fase non ci sono costruzioni astratte, ma solo concrete e verificabili. Questa teoria è valida anche per la vita di un uomo: la teologia nell’infanzia, la metafisica nella giovinezza e scienziati nella maturità. Anche guardando alla storia ci si accorge che è sottoposta a queste tre leggi: tre sono le grandi epoche dell’umanità, teologica-militare, in cui il potere è affidato a sacerdoti e militari; metafisica e giuridica in cui il potere è in mano ai giuristi; scientifica e industriale, l’epoca dominata dagli scienziati che portano al progresso. La scienza positiva non si occupa più dei problemi insolubili teologici e religiosi che non daranno mai una certezza, ma li supera, osserva i fatti e cerca di dare una spiegazione razionale mirando alla praticità che diventa la vera saggezza.

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